我须是很坚强


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martedì 16 ottobre 2018

Topo 🐭 3279

 

 

Topo 🐭 3279

 

Paperino, Paperina e il megatorneo

 

Paperino passa tutto il suo tempo giocando con le cards dei calciatori comprate in edicola. È ossessionato dagli incontri di quackballs cards online che si giocano con la copia virtuale delle carte, per giocare su Papernet.
Paperina stizzita dal fatto che lui non la calcola per giocare impara lei stessa e si iscrive al torneo. Paperino è il primo in classifica ma il secondo per eliminarlo gli sabota l’impianto elettrico. Paperino chiede aiuto a Paperina che rinuncia al torneo per far giocare lui che nel frattempo usando il suo pc scopre il suo piano. Pace fatta.

 

⭐️ ⭐️ (2/5)
Paperina parla con le amiche solo quando non c’è Paperino ?
La storia sarebbe anche carina se non fosse basata sul calcio. Il ritmo non annoia chi legge ma il fatto che si tratti di carte di calcio rende la storia più insipida per chi non lo segue e soprattutto per chi non lo sopporta (troppi ce ne sono). I disegni sono eccezionali, adoro vedere i paperi vestiti con abiti moderni e anche le loro espressioni sono luminose e precise, decisamente la mia disegnatrice preferita, senza alcun ombra di dubbio e devo dire che si vede un certo tocco femminile. Avrei messo solo una stella in quanto odio il calcio ma ne metto due proprio grazie a questi disegni bellissimi.
Papernet però non si può sentire da quanto è brutto e ridicolo.

 

 


Topolino e i numeri del futuro 


Zapotec manda Topolino e Pippo a Roma nel 1955 a recuperare Marlin. Marlin non è più tornato era andato a vedere la presentazione della macchina calcolatrice Finac. Pippo e Topolino arrivano a Roma '55 e seguendo le tracce di Marlin vanno trovare il suo padrone di casa, il professor Pallottolier che lavora presso il consiglio nazionale delle ricerche. L'Edificio è in fermento per la presentazione della macchina E il professore insospettito da quello che gli dicono Pippo e Topolino sgattaiolare via con fare circospetto. I due lo seguono e scoprono che teneva prigioniero Marlin, Pallottolier e altri due scienziati volevano sabotare la macchina calcolatrice, pensando che avrebbe sostituito la forza lavoro rappresentata da loro. Pippo e Topolino riescono a salvare sia Marlin che la Finac.

 

⭐️ (2/5)
La storia non è male, interessante dal punto di vista storico ma per quanto riguarda la trama è un po' povera. Non capisco poi neanche tutta la necessità di esaltare la matematica alla base dell'informatica. Certo la matematica ci aiuta e ci consente di far ragionare meglio il cervello ma non tutti vogliono essere scienziati. Si può vivere anche senza matematica poi se volevate fare questa storia per invogliare gli studenti è un altro conto ma perché sempre finalizzare qualsiasi cosa?

 

 

I corsi di Paperoga: Il perfetto spazzino


Paperoga si mette a fare lo spazzino, raccoglie per la città le foglie dell’autunno che tutti i cittadini considerano tristi e inutili. Fa un mucchio e le porta davanti alla scuola, i ragazzi che escono le trovano invece divertenti e ci si tuffano.

 

⭐️ (1/5)
Non ho capito, quindi gli adulti pensano che le foglie dell’autunno siano inutili e tristi e solo i bambini capiscono quanto sono belle? Da che età si cominciano ad odiare? Sinceramente non mi sono mai entusiasmata per un mucchio di foglie che apprezzo di più sugli alberi o raccolte singolarmente. Sarebbe una critica agli adulti? Fortuna che non lo sono e mai lo sarò ma voi lo siete, un tipico modo di porsi da adulto.

 

 


Indiana Pipps e il villaggio alieno

 

Indiana e Topolino si trovano nei pressi di un villaggio sperduto, Indiana aveva visto delle strane figure e pensa siano alieni. Li seguono ma poi scoprono che si tratta solo di persone a un ballo in maschera così se ne vanno. Invece erano proprio degli alieni che avevano finto un ballo in maschera per ingannare i due stranieri che avevano visto spiarli. Appena Indiana e Topolino se ne vanno, gli alieni si tolgono le maschere da umani e salgono sulla loro navicella per andarsene.

 

⭐️ (1/5)
Sembra la classica storia tappabuchi, niente idee o meglio una sola idea raccontata sottoforma di barzelletta. Invece di fare queste due storielle, questa e la precedente, non era meglio una un po’ più corposa? Tanto per dire.

 

 

Whizz Kids, tre fratelli
Quarta puntata

 

Qua riesce a prendere lo smeraldo da un folletto ma poi arrivano tutti e tre i fratelli malefici e glielo rubano.
A scuola Qua perde una gara di corsa, il telecomando di Archimede aveva finito le batterie così che ha vinto un suo compagno che perdeva sempre per colpa sua.
Paperino e Paperone stanno scavando proprio dove emerge il robot antico richiamato dalle pietre riunite.

 

❌
Non è una storia a puntate è una storia ripetuta quattro volte. Purtroppo i disegni non mi piacciono, i tre sembrano strabici e poi sono tutti storti ma non sono certo io degna di giudicare lo stile. Dico solo che me ne piacciono di più altri. È la storia che proprio non sopporto, non capisco neanche questi messaggi subliminali: chi vince sempre le gare dovrebbe far finta di perdere per far vincere anche i più sfortunati?

 

 

Whizz Kids, tre fratelli
Quinta puntata

 

Si ritrovano tutti in città, il mostro comincia a distruggere tutto. I ragazzi si fanno aiutare da Archimede, che crea un varco dimensionale, vogliono mandarlo in un’altra dimensione. Anche Clarissa diventa un supereroe e fa animare una statua che spinge nel varco il mostro.
Archimede cancella la memoria a Paperino e a Paperone.

Il vero superpotere è quello che ci lega fra noi 🤮 Ma dai, ma cosa c’entra? 

“Dobbiamo tenerci per mano e pensare al nostro ricordo più bello…” 
Per caricare il cristallo di positività, che servirà ad azionare il cannone dimensionale con il quale creare un varco verso un’altra dimensione in cui mandare i robot malefico.
Il cristallo si inserisce perfettamente nel vano batterie.

 

❌ stop ❌ 
Ma cosa vuol dire che è un cristallo si carica se si pensa ad un pensiero bello e poi guardacaso in cristallo rientra perfettamente nel vano delle batterie. Secondo me questo esperimento dei padri di supereroi è venuto malissimo. Innanzitutto il tre sono antipatici, poi si conclude dicendo che nessuno potrà mai dividere tre fratelli. Ma chi è che li voleva dividere? Poi è venuto fuori che i tre fratelli malefici hanno fatto tutto solo perché il padre non c’era mai e volevano attenzioni. Sembra un bel Meltinpot di cliché.
Speriamo che non vengano riproposti, cinque puntate! Non finiva più!

 

 

 

 

Commento finale

 

Sembra che il calcio sia anche più importante in questo numero, ci sono addirittura una storia e un'articolo che parlano dell'importanza di collezionare carte o meglio cards dei giocatori. Mah. Messaggi subliminali a profusione (marketing).
Poi c'è un'intervista a una band in cui si parla di tutto tranne che di musica e si fotografa più il reporter che gli intervistati (protagonismo).
Ancora calcio, i lettori di Topolino devono fare anche pronostici.
In seguito ecco l'oroscopo, patetico più di sempre.
Non c'è niente di più brutto in questo fumetto di Sgrunt, non ha senso, non ha classe, ma perchè. Basta con queste lamentele fasulle.

 

 

Review: Il mondo perduto

Il mondo perduto Il mondo perduto by Michael Crichton
My rating: 1 of 5 stars

Basse aspettative confermate, peggio del primo.
🦖 🦕
Cominciamo dalla fine, dai ringraziamenti, che poi chi staresti ringraziando? In alto c’è scritto ringraziamenti ma poi sotto lo scrittore fa tutto tranne che ringraziare qualcuno.
Lo scrittore dice che nonostante il romanzo sia un’opera di fantasia ha attinto al lavoro di studiosi di varie discipline e poi elenca i nomi (non ne conosco neanche uno) poi fa presente che le opinioni espresse sono comunque le sue e non le loro. Infine aggiunge, testuali parole: “in ogni caso un secolo e mezzo dopo Darwin quasi tutte le teorie sull'evoluzione sono ancora oggetto di accesi dibattiti”. E allora? Non capisco perché prima mi dici che tutto quello che hai detto di scientifico lo hai preso in modo caotico da studiosi poi dici: ma no, sono solo cose mie. Infine si giustifica in anticipo dicendo che non è il solo, non è certo l’unico che contesta le teorie di Darwin. Ma poi mi chiedo in quale punto ha contestato Darwin? Malcolm cita in una digressione Darwin ma non lo contesta, è stato nominato per parlare dell’evoluzione ma il tema principale del libro non è l’evoluzione in se ma le estinzioni e quindi la capacità di evolversi sempre rapportata all’evitare l’estinzione. Darwin è stato nominato una sola volta e niente male di lui è stato detto. Si è parlato male di Grant, quel personaggio, io paleontologo nel primo libro, che poi non si è presentato nel secondo, con mio grande disappunto. Viene detto che Alan Grant non ci aveva capito niente di dinosauri, in quanto continuava a dire in giro per il mondo che i dinosauri si confondono nella tempesta, Malcom dice che invece non ha ragione. Ma se così dicesse, vuol dire che Grant è diventato matto perché nel primo libro non faceva altro che cercare di sfuggire al tirannosauro nella tempesta e l’aveva visto benissimo che non si distraeva con i fulmini. Altra cosa che cozza con il primo libro è questo fatto che il tirannosauro ti vede o no se ti muovi. Tutto il primo libro (e il primo film) sono stati a dire: se non ti muovi il tirannosauro non ti vede. E sempre Grant è stato testimone di questo fatto sempre nello scontro sotto la tempesta. Adesso viene fuori che non è vero, sono false nozioni e i dinosauri ti vedono lo stesso. Quindi sembra che il dibattito venga fatto sulle cose scritte precedentemente dallo scrittore che vengono screditate da lui nel secondo libro. Questa cosa effettivamente non si può sapere, noi abbiamo i resti dello scheletro, come possiamo capire se un dinosauro ci vedeva bene o male? Dato che si tratta solo di fantasia decidi, ci vede o non ci vede? Decidi e mantieni la scelta. È un’opera di fantasia quindi tutta la scienza inserita a caso lascia il tempo che trova.

La pseudoscienza
Se da una parte mi dici: ecco due tirannosauri che fanno questo e quell’altro nella pagina dopo non puoi pretendere che io credo alle nozioni scientifiche che riporti. Quindi puoi fare benissimo a meno di riportarle. Non si può pretendere di far credere al lettore determinate cose scientifiche scritte in un ambito di fantasia. Lo stesso succede nel “Codice Da Vinci”, soprattutto ma anche negli altri libri di Dan Brown. Il sensazionalismo, cercare di scioccare il lettore con delle nozioni che vengono date per vere in mezzo ad una fiction. Se stiamo leggendo un libro che è un racconto e non un trattato scientifico non si deve credere a quello che c’è scritto, e lo scrittore se la deve finire di far finta di svelare segreti scientifici. Troppe digressioni, troppi momenti in cui si parla facendo finta di essere l’autore di un testo scientifico. Siamo nel mezzo di un’isola inventata piena di dinosauri, come potrei solo credere a qualcosa che mi vieni a scrivere tra quelle pagine? Non è possibile.

Malcom
Ho trovato veramente noioso Malcom per la seconda volta, e l’avevo detto nel commento al primo libro, quando avevo anche scritto che era stato uno sbaglio ucciderlo perché è il personaggio preferito dello scrittore. L’ha ucciso non pensando di scrivere altri capitoli e all’occasione infatti ecco che è risorto (lasciatemelo dire, in stile telenovela). Malcolm serve ad aumentare l’ampiezza del libro perché quando si mette lì a parlare passano le pagine senza che succeda niente. Obiettivamente, chi si porterebbe un matematico in una spedizione tanto pericolosa? Malcom è lì solo per parlare di tutte quelle cose che lo scrittore voleva dire. Ma possibile che nel mezzo di una spedizione in mezzo ai dinosauri che stai per morire eccetera eccetera uno si mette a parlare dell’evoluzione, delle scoperte, delle cazzate che fa l’uomo… Non ha senso, non è credibile, ecco che quelle digressioni stemperano il ritmo. Malcolm è un personaggio completamente inutile che rappresenta lo scrittore, è suo avatar per inserirsi nella scena. Ma non per agire e incontrare i dinosauri (come fare io) ma per fare la sua lezione di scienza fai da te. Anche questa volta Malcom si fa male, ha bisogno della morfina e grazie alla morfina gli viene concesso di parlare parlare e parlare. Noiosissimo e inutile. Già il libro ha una grave mancanza di trama, poi la debole trama viene appesantita da questi momenti in cui si mette in pausa… È come se guardando un film si fermasse la scena e un personaggio si mette lì a fare il professore. Che noia.

I ragazzini, no per favore
Quando ho letto le prime pagine in cui Arby e Kelly venivano presentati, ho capito subito che sarebbero andati a finire tra i dinosauri e che ovviamente sarebbero sopravvissuti. Il problema è anche che tutto il contesto e le azioni intorno a loro sono state costruite per trovarli, per trovare altri due ragazzini da portarsi dietro. E mi riferisco a questo: Richard ha incontrato questi due ragazzini facendo supplenza come servizio civile obbligatorio per aver preso una multa guidando la sua Ferrari. Mentre faceva le supplenze nel frattempo preparava le attrezzature per andare sull’isola e notando che questi due (ovviamente) erano intelligentissimi chiede loro di aiutarlo e li portava in officina (ma per favore). Ma non vedete come l’incidente con la macchina e quindi il servizio sociale a fare le supplenze sono stati creati dopo per fare in modo che lui trovasse questi due? È una forzatura, non scorre perché si vede che la storia va al contrario, ci devono essere questi due allora poteva essere che… Ma il problema più grave sono loro due in sé, perché? Perché? Ma come ti viene in mente di metterci due mocciosi irritanti e sapientoni che sono certamente intelligentissimi. Non capisco se viene fatto per dire: “ragazzi questo libro è anche per i bambini”, oppure “ragazzi, i bambini sono i più intelligenti”. Anche questa volta si viene a trovare una situazione in cui i grandi non capiscono un cazzo di computer e ci si salva solo grazie a questi due bambinetti che si mettono un attimo davanti allo schermo e capiscono tutto. Ah, senza di loro sarebbero morti tutti. Che gran peccato, rovinare la trama (già debole) con dei personaggi tanto inutili e irritanti, tra Malcolm e questi due non si capisce che diavolo è successo allo scrittore. Già mi avevano dato enormemente fastidio i nipoti di Hammond, inseriti a forza forse perché lo scrittore doveva dedicare il libro ad un figlio.

Muoiono solo gli stupidi
Un’altra cosa piuttosto interessante e alquanto raccapricciante è che sono morti solo i cattivi e gli “stupidi”. Tra i buoni è morto solo il povero Eddie che si è detto non ha fatto l’università, Eddie subito etichettato come uno che lavora ma non studia, ecco che è l’unico buono che muore. Gli altri che sono delle persone cattive e brutte e sconsiderate muoiono tutte nel peggiore dei modi. Gli altri intelligenti, bravi, buoni e altruisti sopravvivono. Ma analizziamo un attimo i buoni. Sarah studia i felini in Africa ma si rivela poi una specie di Rambo. Ma poi perché viene chiamata lì? È strano che in una missione del genere venga chiamata una donna che studia i felini. Abbiamo già detto che Malcom non c’entra niente, perché qualcuno si sarebbe portato un matematico? A questo punto portati anche un poeta. Poi abbiamo i due tecnici ovvero Thorne e il suo assistente. Thorne è super intelligente perché è un professore innovativo, capiva tutto e ha lasciato l’università perché non capivano bene tutte le sue aspirazioni e scoperte. E infine abbiamo il motore, Richard, colui che ha interesse e soldi. È un ricercatore ovviamente ha studiato, ha i soldi e vuole andare a trovare i dinosauri. Ma c’è forse un messaggio subliminale? Se studi sopravvivi nell’isola?

Personaggi: nuove pedine
Per quanto riguarda lo studio dei personaggi ho notato esattamente come nel primo libro una completa insensibilità, personaggi che sono come pedine messe lì per parlare e muoversi sulla scacchiera fatta dall’isola. Non ci si affeziona, appena vengono mangiati il lettore dice: e allora? Non ce ne frega niente se soffrono, se sono appesi a un burrone oppure se perdono l’elicottero della salvezza. Non crescono psicologicamente, sono esattamente delle pedine di plastica, manichini, hanno delle caratteristiche semplici date solo dal lavoro che fanno e dalle loro abilità scientifiche. I cattivi sono sempre spinti da motivi economici, sono così spietati che hanno comportamenti insensati. I buoni invece hanno solo motivi scientifici, sono andati lì per studiare.
Con mio grande disappunto ho trovati abbandonati tutti i personaggi vecchi tranne Malcom che era esattamente l’unico che andava abbandonato. Mi è dispiaciuto di non rivedere i due principali, Ellie ed Alan, non si è fatto altro che dire che Alan non aveva capito niente di dinosauri e che Ellie si era fatta una famiglia… Almeno si poteva dire che stavano insieme, invece no. Perché? In una serie mi aspetto di ritrovare i personaggi di prima, niente, solo delusione. Nuovi personaggi, nuovi manichini. Malcom risulta essere la colonna portante di questa serie tanto che me lo sono ritrovato anche quest’estate nel secondo film di Jurassic World. Eccolo lì che non fa altro che parlare. Poi mi vai a sostituire i personaggi ma con delle copie perché c’è lo studioso (Levine-Grant), c’è la donna super intelligente (Sarah-Ellie) e mezza studiosa e ci sono i due ragazzini uno maschio una femmina che sono bravissimi (Kelly-Lex, Arby-Tim) e se vogliamo fare un’altra analogia (meno stretta) abbiamo l’uomo di un altro campo, (Thorne-Muldoon, il primo è un esperto di macchinari potenti, il secondo è un esperto di animali selvatici). Ecco che sono sempre tutti legati insieme da Malcolm. Manca solo una copia di Hammond! Hammond, quello era un grande personaggio, hai sbagliato lì ad ucciderlo!


Una stella spelacchiata
L’unica stella che concedo è per l’idea di base, così come nell’altro libro mi era piaciuta sicuramente l’idea del parco dei dinosauri creati dalla resina eccetera eccetera anche qui ho trovato interessante l’idea dell’isola vicina in cui c’erano i laboratori, dove ci si occupava di creare effettivamente i dinosauri che poi venivano mandati all’isola Nublar. Stupenda come idea, la giungla in cui si trova il laboratorio abbandonato, con i rampicanti… mi ha ricordato molto Lost, quella sensazione di ritrovare un loco usato molti anni prima con la sorpresa di chi arriva. Peccato che poi non viene sfruttato a dovere.

Note dolenti
Mi chiedo: perché in un sito di ricerca sono venduto dei souvenir? Altra pecca, le telecamere, ma possibile che quegli scienziati hanno messo un impianto di telecamere in tutta l’isola e che queste funzionano ancora? Questo è un espediente narrativo perché faceva comodo allo scrittore, sarebbe stato impossibile muoversi e conoscere la posizione di tutto e tutti senza telecamere. Ma sono credibili? A me sembra un po’ troppo forzato. Una rete di telecamere ovviamente scoperta da ragazzini che si rivela utile e quasi vitale per i nuovi arrivati... puoi le telecamere funzionano dopo sei anni invece la macchina elettrica nuovissima esce in un giorno di pioggia e va ko per un cortocircuito! Beh… Sembra quasi una critica alle auto elettriche, se basta un goccio di pioggia per mandarle fuori uso…



Movie friendly
Il libro sembra scritto apposta per essere trasposto in un film. Ancora una volta come il “Codice Da Vinci”, un libro che sembra più una sceneggiatura, povero di sentimenti anzi totalmente privo in cui vi sono annotate solo le frasi, i movimenti e lo sviluppo delle azioni. Non c’è un flashback, non c’è una storia pregressa, la trama è lineare e semplice, liscia e noiosa. Effettivamente succedono pochissime cose:
1. Richard vuole andare nell’isola
2. Richard va nell’isola
3. Arrivano tutti gli altri buoni
4. Arrivano i cattivi
5. Muoiono i cattivi
6. Fuggono i buoni

Ma poi il motivo, Richard vuole andare nell’isola non per guardare i dinosauri, no ma per studiare le estinzioni! Ma non sentite quanto è stirato questo motivo? Ma se vieni a sapere che c’è un’isola piena di dinosauri, non basterebbe quello come motivo?


Le pecorelle
Posso capire che errare è umano ma qual è la causa del disastro in quell’isola? Hanno dato da mangiare ai piccoli dinosauri carne di capra. Sarah appena lo scopre dice subito: ma come facevo a non sapere che gli alimenti di carne di capra possono essere portatori di un virus! Lo sanno tutti gli zoo dice. Allora in quest’isola in cui sono stati spesi miliardi, non si sa neanche quanti, perché non solo uno prendi un’isola e ci costruisci una città con le migliori tecnologie e assumi i più facoltosi scienziati....poi fanno una cazzata del genere che anche il più stupido zoo di periferia non farebbe? Non solo hanno fatto una cazzata ma sono anche stati sfigati perché ecco che è arrivata proprio la partita con i prioni. Mi chiedo poi anche un’altra cosa, viene detto che ai piccoli rettili veniva dato il latte. Ma è vero? È venuto fuori che in quel laboratorio quando nascevano i piccoli rettili li nutrivano con il latte di capra. A me è suonato subito un campanello d’allarme: rettili che bevono il latte? Come è possibile? Da tutti i miei studi sapevo che il latte era una prerogativa dei mammiferi che allattavano i piccoli, mentre i rettili come gli uccelli nascendo dalle uova avevano tutto un altro sviluppo. Ecco quindi che sembra che ci sono proprio delle informazioni scientifiche completamente sbagliate presentate come vere. Altro che contestazione di Darwin.

Conclusione

Ecco il motivo per cui ho tolto 4 stelle:
-1 le digressioni pseudoscientifiche
-1 i ragazzini noiosi intelligentissimi
-1 Malcom resuscitato
-1 la trama inesistente

Ultima cosa che non mi è piaciuta assolutamente è quando hanno detto: spara a quel piccolo tirannosauro con la gamba rotta! Ma cos’è questa improvvisa crudeltà?! Fortuna che poi Eddie lo ha salvato. Sembra però strano che comunque tutti questi grandi scienziati amici degli animali, non hanno pensato a dargli una possibilità, ad una semplice soluzione come quella di mettere un gesso! Tutte scene.

Ossa
Sembra proprio che ci sia un altro libro “I cercatori di ossa” (Dragon Teeth, 2017) postumo.
I libri postumi mi danno un senso di tristezza infinita. Ho criticato molto questo libro in questo mio commento ma sempre con il massimo rispetto per questo scrittore che ha creato un enorme business legato ai dinosauri. Le sue idee sono senz’altro innovative e cinematografiche, senza dubbio. Nonostante tutto ho espresso semplicemente quello che pensavo sui libri, non potevo certo far finta di dire che era un libro meraviglioso perché comunque non lo è. Questo libro senza il precedente non avrebbe avuto il minimo senso, è fortemente aggrappato alla prima storia anche se la sdegna senza darle il giusto peso. Ma che senso ha leggere un libro postumo? Vedremo, probabilmente lo leggerò perché fa parte del mio progetto Jurassic Park in cui mi sono mi sto impegnando a riassumere confrontare e commentare libri e film di questa serie però vedere annotato vicino al titolo di un libro la parola postumo è sempre fonte di grande tristezza.



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mercoledì 10 ottobre 2018

Review: La legge della notte

La legge della notte La legge della notte by Dennis Lehane
My rating: 2 of 5 stars

Una storia senza sentimento....peccato...

Non posso proprio dire che questo libro non mi sia piaciuto in quanto è stato scritto con estrema precisione, però la prima parola che mi viene in mente da dire per descriverlo è: documentario. Non sembra un romanzo ma un documentario che mi insegna in modo molto efficace quello che succedeva negli anni 20 e 30 in America. Nella mia ignoranza non ne sapevo molto del proibizionismo ma dopo questa storia mi sento altamente ferrata sull’argomento. Lo stile di scrittura è senz’altro preciso e di classe ma purtroppo non emerge una trama accattivante, mi stupiscono di più le cose che succedevano realmente in America che le vicende inserite dall’autore nel libro per presentarci i fatti veri.

Se vogliamo analizzare cosa succede al protagonista Joe avremo una sequenza di eventi piuttosto povera:
1. Si innamora di Emma
2. Vai in prigione per la rapina in banca
3. Maso lo manda a Tampa, Ybor
4. Collabora con i cubani
5. Si innamora di Graciela
6. Uccide i suoi nemici Maso e Albert
7. Passa al suo amico Dion il suo impero
8. Se ne va a Cuba a fare il contadino con Graciela
9. Graciela viene ucccisa
10. Ritorna a Ybor

La trama è molto piatta, lineare, senza neanche tanta fantasia, niente intrecci, niente colpi di scena. Va tutto come dovrebbe andare tanto che molto spesso mi sono ritrovata a immaginare cosa sarebbe successo.
La parte iniziale mi è piaciuta di più, ma da quando Joe è uscito di prigione la piattezza ha sconfinato in una caduta in discesa. Il libro non mi ha mai annoiato perché come dicevo prima tutti quei fatti storici l’hanno reso interessantissimo. Ma i personaggi?
Joe è così semplice che non ha nessuna personalità, niente lo caratterizza se non quel suo innamorarsi subito appena vede le uniche due donne che incontra nella sua vita. Anche qui fa un po’ sorridere, Joe vede Emma e se ne innamora poi vede Graciela e se ne innamora. Era scontatissimo che Joe avrebbe soppiantato Emma con quella donna sconosciuta che lo aveva colpito appena arrivato a Tampa. Poi era così anche scontato che una volta che Joe avesse messo su una famiglia con Graciela ecco che sarebbe ricomparsa Emma. Al fatto che era morta non ci credeva nessuno. Sinceramente a questo punto io mi aspettavo qualcosa di un po’ più potente, fino a qui sembra una telenovela ma poi perché non proseguire come una telenovela? Sarebbe stato meglio con Joe che diceva a Graciela “tanti saluti” e si riprendeva Emma. Invece no, Emma viene presentata come brutta, invecchiata e stupida e Joe dice a lei “tanti saluti, addio, sono andato avanti” (volpe e uva!?). Cosicché tutto il pensare e i pochi sentimenti di Joe per Emma che forse sembrano veri prima adesso sono solo un mucchio di parole senza senso. Graciela come personaggio è molto debole, effettivamente cosa fa oltre a costruire questi rifugi? Dice di essere un punto focale per l’organizzazione dei cubani in Florida ma cosa fa? Niente. Il problema è che le donne sono poche e patetiche, sono riportate nel classico modo maschile di concepire la donna. Le donne (Emma e Graziella) vogliono solo stare con Joe ma sembrano avere spesso delle turbe incomprensibili. Sembrano solo delle bambole gonfiabili messe lì tanto per chiarire che questi gangster non sono mica tutti gay… Ma no, era meglio non metterle. Non è la prima volta che mi capita di riconoscere spesso che scrittori maschi non riescono a rendere veritiere le donne nelle loro trame. Donne che comunque servono solo a soddisfare alcuni appetiti e poco altro, parlano poco, vivono poco.
Penso che il libro migliore sia quello fatto da un uomo e una donna insieme così che possano rendere credibili si è personaggi maschili e quelli femminili.

Altra grande mancanza del libro sono i sentimenti, sia maschili che femminili ovviamente, non c’è niente di introspettivo, niente pathos. I personaggi rimangono sempre sul superficiale, si muovono di qua e di là ma cosa pensano? Quali sono le emozioni che provano? Persino Joe quando scopre che il padre era corrotto non pensa niente o come minimo l’autore non ci dice cosa pensa, cosa gli frulla per la testa? Mistero. Le vicende sono presentate in modo molto freddo e distaccato, sembra di guardare una partita a scacchi, quando muovi un pedone non sai cosa sta pensando ma lo vedi solo andare avanti.
La caratterizzazione del personaggio è completamente assente, di Joe sappiamo solo le sue relazioni familiari e gli amici, ma i suoi sogni? Mistero. L’unico suo pensiero che l’autore cita è la paura di morire. Cosa che viene ripetuto più di una volta. Ma possibile che nel corso della sua vita abbia pensato solo a quello?

Poi c’è quella storia delle pantere, Joe vede per ben due volte delle pantere comparire in posti assurdi (la palude, l’ospedale), pantere di un’illusione che vede solamente lui. Poi poco prima che Graciela muore Joe sogna di essere in Africa con la sua famiglia e sono assediati da queste pantere. Che significato ha? Non si sa, a questo punto era meglio evitare di mettere una cosa così interessante se poi non la porti avanti.

Dopo aver preso questo libro in biblioteca mi sono accorta che faceva parte di una serie di tre libri ed era esattamente il secondo. La piattezza della trama si è rivelata anche dal fatto che non era assolutamente necessario leggere il libro precedente e non è neanche necessario leggere il libro successivo. Mi sono informata, il libro precedente parlava del fratello di Joe, Danny, mentre il successivo tratta eventi relative a Joe tra 10 anni. Sono stata delusa da questa notizia perché credevo che le cose potevano essere fatte anche più in grande.

Ecco come mi aspettavo che fosse stato:
* Primo libro la storia del padre di Joe (a quanto pare è molto interessante)
* Secondo libro la storia di Joe (poteva essere meglio)
* Terzo libro la storia del figlio di Joe (si può andare avanti all’infinito così)

A proposito delle storie della vita, le storie così lunghe come quella di Joe le trovo un po’ troppo dispersive. In questo libro si raccontano fatti e vicende che abbracciano un lungo periodo di tempo. Qui stiamo parlando di una storia che inizia nel 1926 e va avanti per molti anni fino al 1934. Secondo me è stato anche questo deleterio per la potenza della trama, diluita in così tanto tempo è diventata blanda, sembra il racconto di una storia e non più la storia stessa. Facendo passare tanti anni ovviamente si perde qualcosa perché spesso in poche righe si riassume quello che è successo in un lungo periodo di tempo per saltare al successivo.
Mi è sembrato un libro un po’ fatto di fretta, invece di analizzare i singoli fatti darne una versione sommaria. Per non parlare della conclusione, andava tutto bene per Joe diventato anche un buono ma certo non poteva finire così altrimenti sarebbe stato patetico. Doveva morire qualcuno, colpo di scena o colpo di cliché ? Così si è deciso di uccidere Graciela sempre in stile telenovela.
La parte più interessante è stata quella di Joe in prigione e già solo con le vicende di quegli anni poteva venir fuori un ottimo libro, solo fino al momento in cui Joe usciva di prigione. Evidentemente l’autore non ha la necessità di fare libri su libri essendo già ampiamente famoso e quindi ha tagliato corto, ha avuto quest’idea ma non l’ha sviluppata fino in fondo. C’erano tantissime cose che potevano essere approfondite e sfociare in una saga di libri, molti di più e molto più potenti.

Ho scoperto che è stato fatto anche un film di questo libro e in effetti leggendolo sentivo proprio un’impronta di una trama adatta alla sceneggiatura. Gli attori sapranno forse esprimere con le loro espressioni quei sentimenti assenti nel libro. Eppure sembra che neanche il film sia andato bene ma non posso giudicare ciò che non ho visto (ma me l’aspettavo).

Anche Albert, prima sembrava il cattivo più cattivo di tutti e poi me lo fai rimbambire da una donna morta e lo fai morire in un modo così patetico? Anche Maso, sembrava al vertice della malavita poi niente, fregato e tradito dai suoi.
Che dire di Joe che prima dice “non uccido nessuno” e poi uccide tutti prima di andare a fare il contadino che pianta caffè. Anche quella parte finale a Cuba, troppi dati sulla coltivazione del caffè, a me non me ne frega niente del procedimento dettagliato della produzione di caffe (ecco un altro mini documentario) certo lo trovo estremamente interessante così come è stato utile ampliare la mia cultura sul proibizionismo, così ho conosciuto la situazione delle popolazioni di Cuba dopo che è stato cacciato Machado. Ma perché so tutte queste cose storiche invece di conoscere Joe? Tutta quella parte di Cuba sembra solo un documentario ampliato allegato a quello sul proibizionismo.
Peccato perché comunque lo scrittore è di solito in grado di costruire personaggi molto potenti e veri, questi sembrano solo dei nomi scritti tra le pagine.

Ora scriverò nel dettaglio come avrei sviluppato la trama in certi punti:

Maso dice a Joe di uccidere il suo amico Dion e Joe lo fa perché effettivamente l’aveva tradito. Maso e Joe sono di nuovo amici e perfettamente in sintonia con Lucky Luciano.

Joe e Graciela vanno a Cuba ma ci vanno perché Joe era già andato a trovare Emma e avevano iniziato la loro relazione. Joe e Emma sarebbero andati via da Cuba così che avrebbero lasciato lì Graciela per fuggire insieme e tornare a Ybor, Tampa dove avrebbero continuato a regnare in quella casa che Joe aveva costruito per lui e Graciela.

L’ex capo della polizia finisce i suoi giorni manicomio, è così pazzo che gli mettono la camicia di forza a vita.

Poi (per proseguire con lo stile del libro) passano un tot di anni e il figlio di Joe bussa alla porta del padre…




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giovedì 4 ottobre 2018

Review: Lezioni di tenebra

Lezioni di tenebra Lezioni di tenebra by Helena Janeczek
My rating: 4 of 5 stars

Sono stata contenta di aver letto questo libro. Ha fatto bene la scrittrice a scriverlo, raccontare la sua esperienza e quella della madre. Lo reputo uno di quei libri che dovrebbero essere letti a scuola ma non nel senso che il professore lo dà in pasto agli studenti e poi dice: i tedeschi hanno ucciso gli ebrei. No, perché a me è successo così ma con il libro: il diario di Anna Frank. Non è che mi è rimasto molto e non molto ho capito così che sono arrivata al giorno d’oggi sapendo quasi niente. Certo tutti sanno a grandi linee cosa successe ma saperlo così non ha molto senso. I libri di storia dicono molto meno di quello che si può leggere in questo libro di Helena e la madre di Helena non non le ha neanche raccontato molto. Anzi quasi niente.
Penso che sia necessario divulgare queste esperienze, certo ci sono stati anche altri crimini nel corso della storia (se così li vogliamo chiamare) ma c’è stato anche questo. Non sono molto ferrata sull’argomento e voglio dare la colpa alla scuola, non mi hanno detto queste cose importanti durante tutte quelle ore sui banchi a studiare la cosiddetta storia, si comincia sempre analizzando nei minimi particolari quello che è successo agli egizi per poi arrivare all’ultimo giorno di scuola a fare epoche più moderne. Ci sarà anche Internet ora ma reputo che il programma di storia vada leggermente corretto e senza opinioni di storici, dobbiamo sentire le opinioni di chi le ha vissute le guerre.
Cercando delle foto su Internet di Auschwitz non ne ho trovate molte, come se si voglia celare, come si fece quella volta. Ancora ingenuamente e in modo piuttosto infantile mi chiedo come sia stato possibile, posso capire la follia di uno che guida altri folli ma tutti gli altri intorno che li guardano? C’è qualcosa che non va. Gli umani danno prova di non riuscire ad andare d’accordo gli uni con gli altri e se non ci sono problemi li creano. Non riesco a capire perché sia iniziato tutto e né come sia stato possibile non fermarlo prima, subito.
Penso che a scuola bisognerebbe dare anche particolari come quelli del gas utilizzato, lo Zyklon B, ideato poi da un ebreo. La madre di Helena quando durante la visita guidata lo vede scoppia in lacrime. Noi che leggiamo non riusciremo mai a capire quella sensazione, certo si può dire ti capisco ma in realtà non capisci niente. Gli ebrei venivano sottoposti a questo gas a cui era stato tolto l’agente irritante così che non si accorgevano neanche di morire soffocati.
Leggendo e leggendo questo libro mi sono resa conto che dipende tutto allora come ora da il punto sulla Terra in cui nasci, e anche da chi ovviamente: uno che nasce per esempio (per rimaner attuali) su un barcone non avrà certo le stesse possibilità del figlio di Kate.

Un libro scritto in modo non lineare, le sequenze narrative si intrecciano con flashback, ricordi di vita vissuta, conversazioni tra Helena e la madre. Poi la storia si srotola o ogni linea temporale risulta chiara. Una storia semplice che pone come argomento principale un rapporto tra madre e figlia con una madre disperata per aver perso la madre, per averla lasciata dopo essere fuggita durante la deportazione. Che poi sia stata presa anche la madre di Helena non è bastato a lenire il suo senso di tradimento che porta con se tutta la vita. Anche nei rapporti con la figlia Helena non riesce ad essere amorevole come forse vorrebbe. E pure Helena la ama perché a modo suo le ha insegnato molto.

Mi è piaciuto molto il capitolo finale sulla bambinaia, che fa riflettere su come certe persone che sono con noi molti anni poi se ne vadano silenziosamente senza farsi sentire come se avessero capito che gli altri li considero meno importanti. Eppure Cilly per quanto avessero detto che non era una di famiglia è stata per 16 anni più vicino ad Helena della madre. A volte la famiglia è importante ma servono anche gli altri. Helena infatti si è allontanata dalla sua famiglia a Monaco per vivere la sua vita e trovare la sua strada in Italia.
Mi ha preso davvero un senso di tristezza per questa bambinaia, che ha fatto il suo lavoro con pazienza e dedizione e poi si è allontanata. Io forse non ce l’avrei fatta a dimenticarla così in fretta, anche se forse Cilly lo ha ritenuto normale, non come una punizione. Indicativo poi il fatto che lei sia tedesca e si è occupata non solo di Helena ma di anche altri due bambini ebrei.
Poi quando ha rimandato addirittura il plico dei suoi disegni ad Helena mi sono sentita ancora più sconsolata, non sto facendo altro che sperare che le due si incontrino di nuovo per riallacciare una tardiva amicizia.

Forse è stata proprio la presenza di questa bambinaia a rendere la madre di Helena ancora più dura nei confronti della figlia, avendo dato la precedenza al suo lavoro ha perso l’infanzia di Helena, anni che comunque non ha potuto più riprendersi. La sua frustrazione l’ha riversata sulla figlia con un comportamento molto duro, ma se non l’avessi amata non si sarebbe pentita di averla lasciata a Cilly.


Un libro che consiglio a tutti, a chi è più ferrato sull’argomento Auschwitz ma anche a chi non sa niente come me, scintille che possono indurre ad ampliare la propria conoscenza. Dire che la conoscenza del passato ci può evitare di fare gli stessi errori e sono una favola, gli stessi errori vengono fatti continuamente ma ciò non vuol dire che ci dobbiamo dimenticare di chi è stato trattato in tale modo inutile negare che leggendo delle camere a gas ognuno tiri un sospiro di sollievo per non essere stato lì in quel momento.


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