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martedì 6 novembre 2018

L'apprendista geniale - recensione

 

 

L'apprendista geniale

 

Autore: Anna Dalton
Prima edizione: 30 Agosto 2018
Lingua originale: italiano

 

 

 

Personaggi

 

  • Giorgio Risi, padre di Andrea

  • Beth Doyle, madre di Andrea

  • Serpi, guardiana del campus Longjoy 

  • Kyogai, direttore del campus Longjoy

  • Sarti, prof di tecniche di scrittura

  • Jules, prof di storia contemporanea

  • un tedesco, prof di storia giornalismo

  • Zorzi, prof di filologia

  • Brighton, prof di Economics

  • Aldrin, prof di News Making

  • Kotov, storia del giornalismo russo

  • Barbara Rei, Barbie, nemica di Andrea

  • Daniele, Edipone, nemico di Andrea

  • Lana, del secondo anno, nemica di Andrea

  • "Joker" Meier di Ginevra, amico di Andrea

  • "Andre" un altro borsista, amico di Andrea

  • "Marilyn" Meir una tipa dark, amica di Andrea

  • Levis, un hacker del secondo anno, amico di Andrea

  • Uno, "Granada", un gay del secondo, amico di Andrea 

  • Ted, amico di Andre

  • Secchio, amico di Andre

  • Venier, preside dell'asilo

  • Rina, bidella dell'asilo

  • Renatino, alunno dell'asilo

  • Egidio, alunno dell'asilo

  • Samantha, alunna dell'asilo

  • Diletta, alunna dell'asilo

  • Michele, alunno dell'asilo

  • Luca, alunno dell'asilo

 

 

Riassunto

 

Andrea Doyle a 9 anni adorava guardare sua madre Beth lavorare al computer, era una giornalista, la direttrice del giornale "Irish Times" di Dublino.

 

——— Primo Semestre ———

 

Andrea arriva a Venezia e cerca di farsi strada fino all’isola dei santi per raggiungere il Longjoy College, la scuola che le avrebbe permesso di diventare una giornalista professionista. 
 Il rinomato e facoltoso collage sorge sull’isola ed era un antico monastero.

Andrea è una mezzosangue irlandese e ha vissuto otto anni a San Neri dove ha frequentato le scuole medie e le superiori vedendo spesso messa la parte considerata una nerd.

La signorina Serpi è la segretaria e la guardiana del campus e le indica acidamente dove trovare la sua stanza. Al campus i dormitori e la mensa si trovano nell’ala ovest  mentre nella est ci sono le aule, la biblioteca, la sala studio e la segreteria. Raggiunta la stanza 44 Andrea si ritrova un ragazzo di nome Uno, è spagnolo e gay del secondo anno.

Il giorno dopo incontra il direttore Kyogai, un giapponese che le consegna libretto e le ricorda che ogni anno sono ammessi solo 30 alunni di cui solo due borsisti. 

Dopo la morte della madre, quando Andrea aveva 10 anni con suo padre Giorgio Risi si era trasferita a San Neri, il paese natale di lui. 

Andrea chiama il padre al telefono per salutarlo e si ripromettono di sentirsi ogni venerdì, il giorno libero di Giorgio, era il portiere di un albergo. Poi Andrea ripensa al giornale cittadino che aveva messo su e faceva circolare con una ventina di copie al paese, il Doyle news, fatto di notizie paesane che poi aveva dovuto chiudere in vista della sua esperienza universitaria, con grande disappunto di tutti i compaesani.

La prima lezione è con Rodolfo Sarti, prof di tecniche di scrittura e vicepreside.
Andrea viene accolta da un gruppetto che la nota grazie alla sua maglietta di Star Wars e proprio per questo viene soprannominata da loro Leia.
I suoi nuovi amici sono:
"Joker" Meier di Ginevra, con i capelli verdi e gli occhi azzurri
"Andre" un altro borsista
"Marilyn" una tipa dark che non apprezza molto Andrea.

I nuovi nemici invece sono: 
L'acida gallina bionda riccona, Barbara Rei che Andrea soprannomina Barbie. Barbara aveva subito squadrato e attaccato Andrea dicendole che sarebbe stata lei ad andare allo stage al New Yorker di New York offerto a miglior studente nel corso dei tre anni a venire.
Daniele, soprannominato Edipone, il ricco e bello ragazzo di Barbie che puntualmente schernisce Joker e gli altri appoggiato dal suo gruppo.

Andrea trova lavoro in un asilo nella Giudecca, l’isola più grande della laguna. La preside la signora Venier aveva messo un annuncio sul giornale per trovare un insegnante di inglese per i bambini in quanto i genitori ne sentivano l’esigenza. La Venier è convinta che l’esperimento sarebbe stato un fallimento. Andrea conosce anche la bidella Rina.

La prossima professoressa che Andrea conosce è la Jules, insegna storia contemporanea. 


Andrea comincia a insegnare all’asilo e si ritrova a dover fronteggiare 11 bambini tra i quattro e i cinque anni iperattivi, maleducati e selvaggi.
Il nuovo lavoro le da l’ispirazione per scrivere un articolo per il suo vecchio giornale paesano, lo avrebbe avviato di nuovo parlando delle vicende nella sua nuova vita.

La Zorzi è una vecchia professoressa di filologia. 
Nel frattempo Barbara continua a punzecchiare Andrea cosicché Marylin decide di vendicarsi mentre Joker comincia a fare delle avances ad Andrea.
Continuano le lezioni all’asilo e gli scontri con la vicepreside e la bidella, continuano le lezioni al campus. 

Uno porta Andrea ad incontrare alcuni suoi amici: Levis della stanza 30, non esce mai perché è un hacker ma ha sempre dell’alcol da barattare per gli appunti. Poi alla stanza 40 c’è Jean, che si rivela essere proprio Joker. Uno lo conosceva perché avevano fatto l’anno precedente insieme, Joker è ripetente. Si ritrovano tutti nella stanza di Joker, arrivano anche Marylin e Andre che chiama Uno con il soprannome che gli hanno scelto ovvero Granada. Bevono e poi quando Andrea esce un attimo per prendere un po’ d’aria trova una porta per il tetto e ci porta gli altri, decidono che quello sarebbe stato il loro luogo segreto. 
Mentre Barbie continua i suoi soprusi Marylin comincia ad organizzare una punizione esemplare. Nel frattempo Andrea è sempre più innamorata di Joker e scopre che l’anno scorso aveva dovuto abbandonare gli studi per tornare a casa Ginevra ma non se la sente di chiedergli come mai.
Il professori di storia del giornalismo è un tedesco piuttosto severo.

Marylin comincio ad attuare il suo piano riuscendo a baciare il ragazzo di Barbara così che avendo quel segreto da mantenere sia ricattabile. 
I ragazzi organizzano una festa sul tetto e quasi non vengono sorpresi dalla custode.
Andrea però vede Joker baciare Lana, un’amica svedese di Marylin del secondo anno.
Un giorno Joker va a trovare Andrea sul lavoro, è piuttosto sconsolato che pensa quasi di voler lasciare la scuola.

Uno dice a Andrea che Andre è segretamente innamorato di Marilyn e che lei invece è persa dietro a un misterioso avvocato. Inoltre la informa che Joker e Lana fanno coppia fissa, mentre lui è una specie di Latin Lover.
Joker viene visto a parlare con il professore di storia di giornalismo, il tedesco, sembravano conoscersi bene.

Marilyn dice ad Andrea che ha capito perfettamente che le piace Joker e vorebbe fare qualcosa per lei ma Andrea rifiuta l’aiuto. Nel frattempo il professore tedesco comincia a considerarla una poco di buono, distratta proprio da Joker durante le lezioni, Andrea non riesce neanche a rispondere alle sue domande. Joker sembra avere qualche problema di salute ma non ne fa parola.

Il 20 dicembre iniziano le vacanze di Natale e il campus si svuota, tornano tutti a casa e anche a Andrea torna da suo padre a San Neri. Incontra tutti i vecchi lettori e gli amici dell'albergo e nel frattempo studia, a gennaio ci sarebbero stati gli esami.

 


——— Secondo Semestre ———

 

Ritornati tutti a scuola Joker non si vede, Andrea lo aspetta davanti alla porta finché a notte fonda non torna dalle vacanze. Si scambiano un bacio fuggevole che poi rimane lì sospeso.

Iniziano gli esami, prima storia del giornalismo e poi quello di storia contemporanea durante il quale Barbara finge di chiedere un aiuto ad Andrea e quando la professoressa Jules vede qualcosa dice che era stata Andrea a chiederle un suggerimento così che Andrea si becca un asterisco. (Tre asterischi e si viene espulsi).

Joker invece abbandono l’esame, sembra molto distaccato dagli altri ma continua a mantenere il mistero. 

Marilyn dice ad Andrea che Lana sicuramente si droga e forse anche Joker, forse è quello il suo problema. 

Joker salta poi completamente l’esame di filologia e quando non si presenta a una festa che viene fatta per inaugurare il semestre in arrivo Andrea si preoccupa bussa alla sua porta ma non risponde, si fa dare le chiavi dalla guardiana e lo trova in una pozza di sangue.
Uno chiama di nascosto un dottore amico suo e scoprono che Joker era svenuto per via degli psicofarmaci che prendeva e aveva sbattuto la testa cadendo. 
Dopo l’articolo per Sarti finiscono finalmente gli esami ed escono i risultati. Andrea prende tutti 30 tranne 18 per l’articolo e quindi decide di rifiutare il voto e di rifarlo a giugno. Joker invece deve rifare tre esami su quattro allora per aiutarlo tutti i suoi amici decidono di organizzare un gruppo di studio che si sarebbe ritrovato 2 o 3 sere a settimana in biblioteca.

Il lavoro all'asilo va sempre avanti e Andrea si trova quasi a sopportare quei bambini che inizialmente odiava, inizia il secondo semestre e due delle quattro nuove materie sono con sua grande felicità in inglese. 
Economics con Brighton, News Making con Aldrin.
Con Joker invece è tutto bloccato e Uno le consiglia di farsi avanti lei.

Il giorno di carnevale Andrea è l’unica a mascherarsi, indossa il costume di Yoda che le ha invitato il padre anche a lezione e viene derisa da tutti. Lo indossa anche all’asilo poi finito di lavorare segue una folla di gente mascherata fino a Piazza San Marco piena di maschere e rimane lì fino a mezzanotte. Sul battello di ritorno incontra Barbara che le fa notare che avrebbe avvertito tutti del fatto che non era rientrata in orario, lei e il ragazzo invece si erano fatti fare un permesso. Così Andrea prendere il secondo asterisco 
Andrea dice a Joker che è speciale ma lui sembra non aver capito e continua a stare con lana.

Una sera Marilyn chiama Andrea sul tetto e le confessa che il suo avvocato le ha dato uno schiaffo. Per quanto Andrea le dica che è meglio che lo lasci perdere Marilyn non ci pensa neanche.

La professoressa Aldrin informa Andrea che era una collega della madre e le augura di completare il corso di studi.

Arriva la primavera e la preside dell’asilo è sempre contro Andrea e le propone un test con un professionista di Cambridge a fine anno per valutare i suoi studenti e quindi il suo operato. Nel frattempo Barbara se la prende con Marilyn, pensa che stia girando troppo intorno al suo Daniele

Andrea infine capisce che Joker non sarà mai il suo ragazzo e quindi decide di non sperarci più. Tra lei e Barbara c’è una specie di sfida come se solo loro due fossero in gara per contendersi lo stage al New Yorker.

Arriva maggio e Andrea è sempre più contenta del suo lavoro all'asilo. Dato che si stanno avvicinando gli esami, gli amici si vedono molto spesso in biblioteca fino a notte fonda e studiano tutti insieme. Joker sembra star meglio. 

Poi arrivano e passano anche gli esami e manca solo l’ultimo l’articolo per Sarti ma Andrea non sa ancora come parlare di se stessa in modo convincente così che chiede aiuto alla professoressa Aldrin, le dice di essere sincera.

Finiti gli esami gli amici si ritrovano sul tetto manca solo Marilyn che all'improvviso chiama e chiede loro aiuto, l’avvocato l'ha trattata di nuovo male. Uno, Andre, Joker e Andrea si precipitano all’indirizzo che lei gli manda e riescono a sopraffare l’avvocato solo grazie a Daniele che passava di lì per caso. Durante il tentativo di salvataggio Andre si rompe un braccio e quindi sono costretti ad andare al pronto soccorso.
Andrea e Joker aspettano fuori e in quel momento lui comincia a parlar chiaro: l’anno precedente aveva abbandonato gli studi quando suo fratello una volta smessi gli psicofarmaci si era suicidato. Avevo cominciato poi a prenderli anche lui e anche a drogarsi grazie a Lana ma era comunque difficile affrontare quel dolore soprattutto quando a Natale era ritornato a casa e aveva affrontato maggiormente quella perdita.
Andrea cerca di consolarlo e poi si baciano. Sono le tre di notte passate quando tornano a scuola, tutti insieme nella barca di ritorno all’isola ben oltre l’orario consentito.

Andrea deve correre a prepararsi perché ben presto avrebbe avuto la lezione valutativa all’asilo quella in cui uno specialista di Cambridge avrebbe esaminato il suo lavoro. Le cose vanno piuttosto bene e anche un bambino che si era mostrato sempre muto aveva risposto alla grande. Infine però aveva aggredito Rino che aveva maltrattato suo fratello. Quando la preside comincia dire di voler licenziare Andrea interviene lei stessa e dice a tutti che la bidella ha dei modi poco adeguati all’asilo. Interviene poi anche l’uomo di Cambridge che dice che se Andrea è libera da ogni impegno l'avrebbe assunta nella sua sede di Cambridge a Venezia.

Escono i risultati e Andrea scopre con orgoglio di aver preso il massimo dei voti in tutte le materie. Anche i suoi amici sono andati alla grande e Joker ha recuperato tutte le materie così che potrà di nuovo frequentare quella scuola. Il preside chiama Andrea e le fa capire che sa della loro uscita in barca e del rientro troppo tardivo ma le dà una possibilità: invece di metterle quell'asterisco che l'avrebbe espulsa le dice che l’anno prossimo avrebbe cominciato con un asterisco. Uscita dalla stanza del preside incontra Barbara, le confessa che era stata lei ad avvertire il preside.

Joker innanzitutto dice ad Andrea che ho lasciato Lana, ha capito che Andrea era quella che era lì per lui mentre Lana era lì solo per lei. Si baciano e poi lui le dice che quell'estate avrebbe fatto uno stage alla redazione del facoltoso giornale di suo padre e le chiede di accompagnarlo. Andrea inizialmente dice di sì ma poi ci ripensa, ha bisogno di tempo per se stessa e sarebbe ritornata alla sua città paese.

Così se ne vanno tutti, si sarebbero rivisti di li a tre mesi.

 

 

Commento


⭐️ (1/5)

Penso che questo libro faccia parte di una serie di progetti che tendono solo a vendere delle pagine vuote. Ormai è consuetudine che personaggi che non sono scrittori si improvvisano tali, come YouTubers, gente che parla in televisione e ora anche attrici e attori. Tutti personaggi già fatti che hanno al seguito più o meno fans e quindi l’editore pensa bene che se queste persone scrivono un libro molti dei suddetti fans se lo vanno a leggere. Così chi non ha mai scritto si ritrova a riempire delle pagine ma è un po’ come cantare, tutti con un buon maestro riescono ad essere intonati, sì, il canto è solo una modulazione della voce così come scrivere è appoggiare la penna sul foglio o ormai riempire un foglio di Word. Ma canticchiar sotto la doccia anche se in modo intonato non è uguale ad essere un cantante eccellente, non è uguale a saper comporre una melodia creare una canzone, cantarla, essere come magari Freddy Mercury, Lady Gaga o Adele o altri cantanti che quando li senti ti fanno star bene. Tutto ciò per dire che al giorno d’oggi alcuni hanno un canale privilegiato, scrivono un libro sapendo che in virtù del fatto che sono già abbastanza celebri non riceveranno mai un no come le persone “normali“. Magari un po’ di fantasia di base ce l’hanno tutti basta prendere le azioni che si susseguono nella vita quotidiana e cambiare i nomi ed ecco pronta una storia, poi verranno senz’altro aiutati. Ma che senso a leggere queste storie per un lettore? Ho sempre considerato i libri una via di fuga, mi estraneo dalla mia realtà e entro in quella di un personaggio, uso il suo modo di vedere e pensare, conosco altri personaggi che sono vivi e pulsanti tra quelle pagine capaci di comporre nella mia testa un film. 

Premetto che io non conoscevo assolutamente la scrittrice, non guardo la televisione e non mi interesso assolutamente di gossip. Voglio però specificare che non è che non guardo la televisione nel senso che non ce l’ho, non guardo le fiction, le pubblicità, i programmi di cosiddetto intrattenimento...guardò film veri. Quindi ho preso e letto questo libro senza neanche sapere chi lo aveva scritto, non avevo letto neanche il nome, perché mi dovrebbe interessare?? Poi però leggendo alcune recensioni dopo averlo letto e essermi fatta una mia idea ho deciso di vedere chi lo aveva scritto.

Che cosa è successo in questo libro? Non è mai iniziato, non c’è niente, è di una povertà pazzesca, è come la suddetta canzone sotto la doccia, dà soddisfazione a chi canta ma non a chi la sente. Abbiamo un background mediocre di luoghi e persone descritti in modo sommario in cui non si svolge nessuna trama. Sono stati presentati  più o meno cinque o sei personaggi che stanno in questo college che non esiste, hanno frequentato l’anno, hanno fatto amicizia e poi? È finito l’anno scolastico e tanti saluti. Manca l’antagonista, manca l’obiettivo, manca il plot, non è possibile che la storia è solo l’anno scolastico? Ma è una cosa talmente noiosa che diventa raccapricciante. Ma neanche Rosamunde Pilcher con quella collana di libri Rosa ha mai fatto una cosa così banale.
Ho trovato delle somiglianze davvero preoccupanti che più che somiglianze rischiano di cadere nella copiatura tra questo libro e Harry Potter e soprattutto tra questo libro e Fallen. 

Cominciamo con Harry Potter, il background scolastico è descritto molto meno qui infatti siamo a 270 pagine con righe scritte larghe però la struttura quella c’è: una nuova scuola, primo anno scolastico, un gruppo di persone,  gli esami che si svolgono esattamente come i gufo e i mago, alcuni professori con delle materie, una scuola isolata per pochi eletti (forse in questo libro anche troppo pochi). Fino a qui pressoché uguale. Poi però cosa succede su Harry Potter? Sopra tutto ciò c’è la trama, la scuola è un sottofondo, non è che il plot di tutti quei sette anni era raccontarci come andavano a finire gli esami. Invece in questo libro non c’è niente, la scuola e basta.

Altre somiglianze sono con Fallen, il primo libro. Sono riuscito addirittura ad accoppiare i personaggi, è una cosa preoccupante da quanto è uguale però anche lì la scuola e le dinamiche studentesche erano un background per una trama. Ecco come li ho individuati:
Andrea - Luce, eterno cliché della ragazza che arriva a scuola
Barbie - Molly, la tipa cattiva che ti mette i bastoni tra le ruote
Joker - Cam, bello e tenebroso e problematico ma che ama la protagonista 
Levis - Roland, lo spacciatore di mercanzie 
Marilyn - Arianne, una tipa dark ma amica della protagonista 

Feste in camera alla Longjoy come alla Sword and Cross.

Poi qui abbiamo anche un gay per essere politically correct ma è così una caricatura che non so se sia un omaggio alla categoria o una presa in giro. 
Come dicevo manca l’antagonista, che problemi ha Andrea? Ha trovato gli amici, ha trovato il lavoro, ha trovato la scuola con la borsa di studio… Ha una compagna un po’ bulla che comunque è una sola, la riccona Barbara la prende in giro una volta al mese. Ma Barbara non fa che sottolineare gli sbagli di Andrea perché effettivamente non è che Barbara l’abbia malmenata, presa in giro pesantemente, ha sempre e solo sfruttato quei momenti di stupidità di Andrea. Rimane sempre tutto molto blando, Barbara non fa niente, non è cattiva, non è neanche un bullo perché poi comunque Andrea ha gli amici, un conto è affrontare un bullo da solo un altro conto è farlo con gli amici. Indice che chi scrive non è mai stato bullizzato.
Andrea non sarà mai sottomessa da questa Barbara non perché è forte (o resiliente come più volte si proclama)  ma perché non è sola. Quindi Barbara non è un nemico è solo un inconveniente, un non amico. Suo Harry Potter Malfoy era più malefico ma anche lui non era mai un nemico vero e proprio, piuttosto solo antipatico.
Un paio di non amici anche all’asilo: la bidella Rina e la preside Venier. Entrambe mettono i bastoni fra le ruote ad Andrea senza un perché. Ma questo che antagonismo è? L’asilo non è neanche la parte principale del libro, anzi l’ho trovata  quasi inutile e spesso ridondante. Se non c’era il libro filava lo stesso. Però queste due vengono presentate come le maggiori nemiche di Andrea. Che poi è tutta cattiveria gratuita perché la bidella dovrebbe essere stronza nei confronti di una che lavora lì? Lo stesso vale per la preside, tutto astio che non ha senso perché l’ha assunta lei, se non le piaceva poteva dire: guarda cara, non mi vai bene, tanti saluti. Invece no, la assume e poi la tratta male. Non sopporto la cattiveria gratuita, è la più banale perché risultano cattivi solo perché vogliono essere cattivi come ragione di vita. Neanche Michael Myers è così. Allora Star Wars non l’hai guardato per niente perché cosa dicono sempre i Sith? Noi vogliamo salvare l’universo. Non noi vogliamo distruggerlo. A proposito di Star Wars non ne posso più di tutti questi riferimenti messi a caso. Troppi e non appassionati. Mi sono chiesta de la scrittrice lo ha visti tutti i film. Sembra una fan dell’ultim’ora, quelli che hanno scoperto Star Wars solo grazie alla Disney che per vent’anni non ne hanno mai saputo niente. 
Nell’intervista in fondo al libro poi mi scrive che il massimo è andare al cinema a vedere Star Wars vestiti da Leila. Ma allora perché Andrea si è vestita da Yoda? Sembra quasi che sia una forzatura perché non mi dice niente di particolare di Star Wars, che cosa ti appassiona? Vengono dette tutte quelle cose che stanno tutti: la forza, Yoda, Leila… (lo sapevi che si chiamava Leila nei primi doppiaggi?) Quella parte poi del carnevale, ma possibile che Andrea in una scuola facoltosa diretta da un giapponese va a lezione mascherata? Ma lo sai come sono fatti i giapponesi?

Ho trovato poi non gestiti tanto bene i tempi. Per esempio, sempre in relazione alla mascherata, quando Andrea va a Piazza San Marco, ci va nel pomeriggio, verso le 17, poi a un certo punto si accorge che si è fatta mezzanotte. Ma possibile che nel freddo, a febbraio, una da sola passa più di cinque ore da sola in una piazza? Non ha il cellulare? Si parla tanto di giovani ma questi personaggi non è che sono tanto giovani, non lo guardano mai il cellulare. Sono giovani sulla carta in quanto ci viene detto che hanno meno di vent’anni ma sembrano tutti trentenni quasi quarantenni ovvero hanno la mentalità di chi scrive. Per questo mi chiedo: perché scegliere dei protagonisti così piccoli se non si riesce a interpretarli nel modo giusto? Infondo un’attrice lo sa, se hai trent’anni non puoi fare il diciottenne…
Altro momento con i tempi un po’ strani è quando Andrea e Joker si ritrovano davanti al pronto soccorso. Sono lì alle 22 e in tempo reale c’è una conversazione, lui le racconta il suo passato e lei lo conforta a parole e si baciano poi improvvisamente dice: oddio sono le tre! A parte che il romanticismo non c’è manco a pagarlo, un bacio secco come un albero stecchito. Vabbè, quindi smettono di baciarsi perché sono diventate le tre di notte, sono passate cinque ore in poche pagine di tempo reale, non è possibile c’è stato un altro buco nel tempo.
Un momento poi quello in cui non si è osato tanto a proposito di Joker (possibile che non si sa come si chiama davvero?). Tappato Joker e il suo segreto, anche lì non si è voluto uscire dalla mediocrità, perché non spingi di più e dici che sta per morire, sta facendo delle terapie, la chemioterapia magari, sta malissimo.....invece no, aveva preso psicofarmaci. Oppure potevi andare di più su quella linea che sembrava che si drogava ma no è finita mediocre pure quella. Lo stesso discorso vale con la fantomatica cattiveria di Barbara, perché Barbara e Daniele non organizzano magari un omicidio, qualcosa un po’ più forte che li avrebbe resi antagonisti un antagonista. Daniele addirittura li aiuta. Mah. Nessuno ha un problema e quindi nessuno ha un nemico. L’unico problema qui è un altro politicamente corretto concetto ovvero quello della donna malmenata. Marylin esce con un avvocato (manco un nome ha) che le dà uno schiaffo e Andrea le dice: lascialo. Marilyn come da copione risponde: non posso perché io lo amo. Poi l’avvocato senza nome le da un altro schiaffo e tutti vanno a salvarla. Mi sembra (ma forse mi sbaglio) una visione un po’ semplicistica di trattare un problema di grande attualità perché molto spesso chi mena ma che dà uno schiaffo tanto per dare. Anche lì tutto soft, sembrava un nemico ma non lo è. Rimane sempre in tutto un’idea vaga di qualcosa che potrebbe succedere ma invece va sempre tutto per il verso giusto.

La parte dell’asilo l’ho trovata particolarmente fuorviante, non mi è sembrato neanche realistica Andrea che dice che odia i bambini, già da quelle parole si evince che chi scrive ama i bambini. Forse era meglio impersonare se stessi veramente, dare la propria qualità, il proprio amore per i bambini ad Andrea per scrivere in modo più credibile e non fare finta di non amarli per poi dire alla fine: guarda, alla fine li amo. Se non si mette qualcosa di proprio il libro rimane secco. Cosa dice Jackson Maine ad Ally sul balcone? Le dice: se non ci metti un po’ della tua anima ti dimenticano, ci devi mettere te stessa in quello che fai. (Te la do io la citazione cinematografica). Qui non c’è niente di niente. Andrea è un’idea basata su dei concetti precostruiti, la scrittrice non si è catapultata dentro questo personaggio, neanche lontanamente, non c’è niente di personale, non vive Andrea, è solo un manichino. Così come tutti gli altri, sono solo pedine per dire delle cose e andare in alcuni luoghi, neanche tanti.

Per quanto riguarda il riferimento a Marilyn Manson, forse è meglio che parli con una dark, io penso che avrebbe preferito chiamarsi Manson invece che Marilyn, ma poi mettere la parola Manson sarebbe stato troppo sconvolgente.

C’è anche la nuova parola del momento che va di moda su internet: resiliente. In che momento Andrea si è piegata per non spezzarsi? Non capisco dove stata la grande difficoltà per cui si è dovuta prostrare? Per fare quel tema difficile? Anche lì, perché tra le pagine del libro non c’è quel tema che era diventato così infine perfetto? Invece di mettere quegli pseudo articoli? (Mai visti articoli così). Era quello l’articolo che bisognava mettere, quello che ha dimostrato la sua resilienza perché alla fine si è ritirata tu, l’ha scritto! Ma dov’è? Su la Torre Nera il tema di Jake, bellissimo poi. Il problema è che chi scrive non ha passione per il giornalismo, non gliene frega niente, è ancora risulta che Andrea non è viva. Forse era meglio farla andare in una scuola di recitazione, se scrive un’attrice che ha studiato per quello che fa, chi meglio di lei potrebbe parlare di una scuola per attori? Con tutte le tecniche e i sogni e le aspettative, cosa c’entra giornalismo?

Ho trovato un paio di errori (o forse non ho capito io).
Prima si dice che gli studenti avrebbe avuto quattro settimane di vacanza partendo tutto il 20 dicembre poi però ritornano tutti 7 gennaio, con un rapido calcolo non sono neanche tre settimane.
All’asilo prima all’inizio sono undici alunni, poi una trentina e infine di nuovi undici: quanti sono?

È evidente poi che non c’è passione nei tanto declamati  giochi di ruolo, propinati più e più volte fino allo sfinimento per tutto il libro. A conferma di ciò nei ringraziamenti si legge che tutto quello che detto al riguardo dei giochi di ruolo è frutto di un’altra mente.
Questo pezzo poi mi ha fatto venire i brividi: Joker era a terra in una pozza di sangue e non conoscevo nemmeno l’incantesimo di guarigione. 

Secondo me si è fatto un uso troppo sfrenato dei soprannomi, ok se ci si chiamano i personaggi tra di loro ma lo scrittore dovrebbe mantenere una certa capacità di dire i nomi veri anche se il libro è scritto in prima persona. C’è un po’ di caos in quanto non ci sono neanche i nomi e cognomi completi di tutti. Andrea invece dovrebbe saperli.

Le citazioni cinematografiche tanto declamate nell’intervista  in fondo sono però messe a caso, non è che ci si riallaccia a un discorso con una battuta scelta ad hoc. No, Joker recita una battuta di un film a chi bussa e se non si risponde con il titolo del film non si entra. In stile Trivial pursuit.


In fondo dunque c’è anche una intervista, ma se l’è fatta da sola la scrittrice? Sarebbe la cosa più interessante del libro, sdoppiamento di personalità finale.

Alla prima domanda viene chiesto quanto sono importanti i sogni e lei risponde che sognare è fondamentale soprattutto all’età di Andrea ovvero 18 anni. Ma perché? Vogliamo forse dire ad un anziano che non deve più sognare? Allora sognare non è poi così fondamentale. 

Poi c’è una domanda sull’amicizia e lei risponde: è capitato a tutti di sentirsi inadeguati e fuori logo. Ecco una frase fatta detta da qualcuno che realtà non si è mai sentito veramente fuori luogo, sei mai stata presa pesantemente in giro? Sei mai stata bullizzata? Ma chi è fuori luogo in questa storia? Sono tutti ben piazzati e sicuri di se. Poi aggiunge, rispondendo a quella domanda che per essere un numero uno devi essere diverso dagli altri. Frasi fatte di aria fritta, i diversi (davvero diversi, perché Andrea non è diversa) saranno sempre i numeri ultimi. Chi è diversa? Lisbeth Salander per esempio. Mai stata numero uno.

Poi una domanda strana: quanto sono importanti le parole? La risposta: le parole sono fondamentali. 
La mia domanda: quindi? Certo per vendere un libro le parole sono fondamentali, qui non ci piove.

Prossima domanda: crede (oddio, pure del lei) che i giovani siano apatici? 
Risposta: No, non è vero, è pieno di giovani preparati!
Intervengo: si soprattutto quelli che stanno sempre davanti a YouTube. 

Domanda molto interessante: quanto è stato diverso entrare nella testa di un personaggi per te che sei un’attrice? 
Risposta: È stato diverso perché... dice che nel libro ha impersonato decine di personaggi e anche maschili.
Intervengo: non è che nel libro devi impersonare tutti i personaggi, dopo un po’ se sono vivi vanno da soli, lo scrittore non è dio. Ci devi mettere del tuo, ed è probabilmente l’opposto di essere un’attrice. L’attrice si deve annullare completamente e diventare qualcun’altra che gli viene richiesta dal regista mentre la scrittrice deve per forza di cose mettere qualcosa di suo in un personaggio altrimenti sarà solo un guscio vuoto, solo pedine su una scacchiera. Infatti sono stati descritti 5-6 ragazzi che si muovono di qua e di la e fanno delle cose banalissime. Quali sogni?

Poi c’è anche la domanda chiave, quella per cui è stata imbastita tutta l’intervista: continua a scrivere questa storia?Ma certo, il libro è stato impostato in modo che ci siano tre anni così che uno si aspetta almeno tre libri, Rowling docet.
Ma siamo sicuri che riusciamo a produrre tre libri fatti di niente?


Il titolo mi lascia perplessa, vediamo che significa su treccani. it

Apprendista s. m. e f. [der. di apprendere] (pl. m. -i). – Chi è occupato in un’azienda industriale o commerciale allo scopo di acquisire le capacità necessarie per diventare lavoratore qualificato. Più genericam., chi s’avvia all’apprendimento di un’arte, di un mestiere, ecc.; 

Quindi nel significato più letterale non ha senso perché l’unica attività commerciale che fa Andrea è quella all’asilo, spesso sembra più importante del college. Messa così sembra quasi che il focus del titolo è puntato sull’asilo ma il suo sogno non era essere una giornalista? Ma l’apprendistato lo sta facendo all’asilo. Poi però il vocabolario ci dice che più genericamente vuol dire anche che ci si avvia all’apprendimento di un’arte o di un mestiere. E allora qui quasi quasi che ci sta bene anche se io più che un’apprendista vedo una studentessa.

E cosa significa Geniale? 
Nell’uso com., di persona che ha del genio, che ha finezza e vivacità d’intuito: artista, scrittore, inventore g.; ...

Io di geni qui non ne vedo, anzi come ho detto sopra c’è solo uno strato di mediocrità infinita.
Per concludere il titolo è totalmente impersonale, probabilmente neanche scelto dalla scrittrice, il titolo serve solo per fare un’ottima impressione, deve suonare bene, è stato scelto con cura ma non rispecchia per niente quello che c’è dentro.

Infine una critica anche alla copertina tanto ormai ho criticato tutto.
C’è una ragazza vestita con una gonna lunga, una camicia e i capelli lisci, molto elegante. Andrea si veste in modo disordinato con le scarpe da ginnastica vecchie, i capelli arruffati… Perché tutta questa differenza? È una copertina preparata, senza personalità, proprio come il titolo.

Sono stato estremamente critica, ma non l’ho fatto con cattiveria, penso di aver il diritto di dire quello che penso dopo aver letto il libro, nonostante tutto l’ho fatto con il migliore dei propositi. 
Penso che tutti dovrebbero riflettere su quello che leggono, ho visto molti dare un sacco di stelle a questo libro ma che altro leggono di solito? Mancano parecchie cose e soprattutto manca la vita dei personaggi, non sono vivi, si vede subito. Certo tutti hanno diritto di scrivere così come io ho il diritto di criticare e poi lo faccio gratuitamente non è che mi pagano, ho espresso solo la mia opinione, cara talpa.

 

 

Review: L'apprendista geniale

L'apprendista geniale L'apprendista geniale by Anna Dalton
My rating: 1 of 5 stars

Penso che questo libro faccia parte di una serie di progetti che tendono solo a vendere delle pagine vuote. Ormai è consuetudine che personaggi che non sono scrittori si improvvisano tali, come YouTubers, gente che parla in televisione e ora anche attrici e attori. Tutti personaggi già fatti che hanno al seguito più o meno fans e quindi l’editore pensa bene che se queste persone scrivono un libro molti dei suddetti fans se lo vanno a leggere. Così chi non ha mai scritto si ritrova a riempire delle pagine ma è un po’ come cantare, tutti con un buon maestro riescono ad essere intonati, sì, il canto è solo una modulazione della voce così come scrivere è appoggiare la penna sul foglio o ormai riempire un foglio di Word. Ma canticchiar sotto la doccia anche se in modo intonato non è uguale ad essere un cantante eccellente, non è uguale a saper comporre una melodia creare una canzone, cantarla, essere come magari Freddy Mercury, Lady Gaga o Adele o altri cantanti che quando li senti ti fanno star bene. Tutto ciò per dire che al giorno d’oggi alcuni hanno un canale privilegiato, scrivono un libro sapendo che in virtù del fatto che sono già abbastanza celebri non riceveranno mai un no come le persone “normali“. Magari un po’ di fantasia di base ce l’hanno tutti basta prendere le azioni che si susseguono nella vita quotidiana e cambiare i nomi ed ecco pronta una storia, poi verranno senz’altro aiutati. Ma che senso a leggere queste storie per un lettore? Ho sempre considerato i libri una via di fuga, mi estraneo dalla mia realtà e entro in quella di un personaggio, uso il suo modo di vedere e pensare, conosco altri personaggi che sono vivi e pulsanti tra quelle pagine capaci di comporre nella mia testa un film.

Premetto che io non conoscevo assolutamente la scrittrice, non guardo la televisione e non mi interesso assolutamente di gossip. Voglio però specificare che non è che non guardo la televisione nel senso che non ce l’ho, non guardo le fiction, le pubblicità, i programmi di cosiddetto intrattenimento...guardò film veri. Quindi ho preso e letto questo libro senza neanche sapere chi lo aveva scritto, non avevo letto neanche il nome, perché mi dovrebbe interessare?? Poi però leggendo alcune recensioni dopo averlo letto e essermi fatta una mia idea ho deciso di vedere chi lo aveva scritto.

Che cosa è successo in questo libro? Non è mai iniziato, non c’è niente, è di una povertà pazzesca, è come la suddetta canzone sotto la doccia, dà soddisfazione a chi canta ma non a chi la sente. Abbiamo un background mediocre di luoghi e persone descritti in modo sommario in cui non si svolge nessuna trama. Sono stati presentati più o meno cinque o sei personaggi che stanno in questo college che non esiste, hanno frequentato l’anno, hanno fatto amicizia e poi? È finito l’anno scolastico e tanti saluti. Manca l’antagonista, manca l’obiettivo, manca il plot, non è possibile che la storia è solo l’anno scolastico? Ma è una cosa talmente noiosa che diventa raccapricciante. Ma neanche Rosamunde Pilcher con quella collana di libri Rosa ha mai fatto una cosa così banale.
Ho trovato delle somiglianze davvero preoccupanti che più che somiglianze rischiano di cadere nella copiatura tra questo libro e Harry Potter e soprattutto tra questo libro e Fallen.

Cominciamo con Harry Potter, il background scolastico è descritto molto meno qui infatti siamo a 270 pagine con righe scritte larghe però la struttura quella c’è: una nuova scuola, primo anno scolastico, un gruppo di persone, gli esami che si svolgono esattamente come i gufo e i mago, alcuni professori con delle materie, una scuola isolata per pochi eletti (forse in questo libro anche troppo pochi). Fino a qui pressoché uguale. Poi però cosa succede su Harry Potter? Sopra tutto ciò c’è la trama, la scuola è un sottofondo, non è che il plot di tutti quei sette anni era raccontarci come andavano a finire gli esami. Invece in questo libro non c’è niente, la scuola e basta.

Altre somiglianze sono con Fallen, il primo libro. Sono riuscito addirittura ad accoppiare i personaggi, è una cosa preoccupante da quanto è uguale però anche lì la scuola e le dinamiche studentesche erano un background per una trama. Ecco come li ho individuati:
Andrea - Luce, eterno cliché della ragazza che arriva a scuola
Barbie - Molly, la tipa cattiva che ti mette i bastoni tra le ruote
Joker - Cam, bello e tenebroso e problematico ma che ama la protagonista
Levis - Roland, lo spacciatore di mercanzie
Marilyn - Arianne, una tipa dark ma amica della protagonista

Feste in camera alla Longjoy come alla Sword and Cross.

Poi qui abbiamo anche un gay per essere politically correct ma è così una caricatura che non so se sia un omaggio alla categoria o una presa in giro.
Come dicevo manca l’antagonista, che problemi ha Andrea? Ha trovato gli amici, ha trovato il lavoro, ha trovato la scuola con la borsa di studio… Ha una compagna un po’ bulla che comunque è una sola, la riccona Barbara la prende in giro una volta al mese. Ma Barbara non fa che sottolineare gli sbagli di Andrea perché effettivamente non è che Barbara l’abbia malmenata, presa in giro pesantemente, ha sempre e solo sfruttato quei momenti di stupidità di Andrea. Rimane sempre tutto molto blando, Barbara non fa niente, non è cattiva, non è neanche un bullo perché poi comunque Andrea ha gli amici, un conto è affrontare un bullo da solo un altro conto è farlo con gli amici. Indice che chi scrive non è mai stato bullizzato.
Andrea non sarà mai sottomessa da questa Barbara non perché è forte (o resiliente come più volte si proclama) ma perché non è sola. Quindi Barbara non è un nemico è solo un inconveniente, un non amico. Suo Harry Potter Malfoy era più malefico ma anche lui non era mai un nemico vero e proprio, piuttosto solo antipatico.
Un paio di non amici anche all’asilo: la bidella Rina e la preside Venier. Entrambe mettono i bastoni fra le ruote ad Andrea senza un perché. Ma questo che antagonismo è? L’asilo non è neanche la parte principale del libro, anzi l’ho trovata quasi inutile e spesso ridondante. Se non c’era il libro filava lo stesso. Però queste due vengono presentate come le maggiori nemiche di Andrea. Che poi è tutta cattiveria gratuita perché la bidella dovrebbe essere stronza nei confronti di una che lavora lì? Lo stesso vale per la preside, tutto astio che non ha senso perché l’ha assunta lei, se non le piaceva poteva dire: guarda cara, non mi vai bene, tanti saluti. Invece no, la assume e poi la tratta male. Non sopporto la cattiveria gratuita, è la più banale perché risultano cattivi solo perché vogliono essere cattivi come ragione di vita. Neanche Michael Myers è così. Allora Star Wars non l’hai guardato per niente perché cosa dicono sempre i Sith? Noi vogliamo salvare l’universo. Non noi vogliamo distruggerlo. A proposito di Star Wars non ne posso più di tutti questi riferimenti messi a caso. Troppi e non appassionati. Mi sono chiesta de la scrittrice lo ha visti tutti i film. Sembra una fan dell’ultim’ora, quelli che hanno scoperto Star Wars solo grazie alla Disney che per vent’anni non ne hanno mai saputo niente.
Nell’intervista in fondo al libro poi mi scrive che il massimo è andare al cinema a vedere Star Wars vestiti da Leila. Ma allora perché Andrea si è vestita da Yoda? Sembra quasi che sia una forzatura perché non mi dice niente di particolare di Star Wars, che cosa ti appassiona? Vengono dette tutte quelle cose che stanno tutti: la forza, Yoda, Leila… (lo sapevi che si chiamava Leila nei primi doppiaggi?) Quella parte poi del carnevale, ma possibile che Andrea in una scuola facoltosa diretta da un giapponese va a lezione mascherata? Ma lo sai come sono fatti i giapponesi?

Ho trovato poi non gestiti tanto bene i tempi. Per esempio, sempre in relazione alla mascherata, quando Andrea va a Piazza San Marco, ci va nel pomeriggio, verso le 17, poi a un certo punto si accorge che si è fatta mezzanotte. Ma possibile che nel freddo, a febbraio, una da sola passa più di cinque ore da sola in una piazza? Non ha il cellulare? Si parla tanto di giovani ma questi personaggi non è che sono tanto giovani, non lo guardano mai il cellulare. Sono giovani sulla carta in quanto ci viene detto che hanno meno di vent’anni ma sembrano tutti trentenni quasi quarantenni ovvero hanno la mentalità di chi scrive. Per questo mi chiedo: perché scegliere dei protagonisti così piccoli se non si riesce a interpretarli nel modo giusto? Infondo un’attrice lo sa, se hai trent’anni non puoi fare il diciottenne…
Altro momento con i tempi un po’ strani è quando Andrea e Joker si ritrovano davanti al pronto soccorso. Sono lì alle 22 e in tempo reale c’è una conversazione, lui le racconta il suo passato e lei lo conforta a parole e si baciano poi improvvisamente dice: oddio sono le tre! A parte che il romanticismo non c’è manco a pagarlo, un bacio secco come un albero stecchito. Vabbè, quindi smettono di baciarsi perché sono diventate le tre di notte, sono passate cinque ore in poche pagine di tempo reale, non è possibile c’è stato un altro buco nel tempo.
Un momento poi quello in cui non si è osato tanto a proposito di Joker (possibile che non si sa come si chiama davvero?). Tappato Joker e il suo segreto, anche lì non si è voluto uscire dalla mediocrità, perché non spingi di più e dici che sta per morire, sta facendo delle terapie, la chemioterapia magari, sta malissimo.....invece no, aveva preso psicofarmaci. Oppure potevi andare di più su quella linea che sembrava che si drogava ma no è finita mediocre pure quella. Lo stesso discorso vale con la fantomatica cattiveria di Barbara, perché Barbara e Daniele non organizzano magari un omicidio, qualcosa un po’ più forte che li avrebbe resi antagonisti un antagonista. Daniele addirittura li aiuta. Mah. Nessuno ha un problema e quindi nessuno ha un nemico. L’unico problema qui è un altro politicamente corretto concetto ovvero quello della donna malmenata. Marylin esce con un avvocato (manco un nome ha) che le dà uno schiaffo e Andrea le dice: lascialo. Marilyn come da copione risponde: non posso perché io lo amo. Poi l’avvocato senza nome le da un altro schiaffo e tutti vanno a salvarla. Mi sembra (ma forse mi sbaglio) una visione un po’ semplicistica di trattare un problema di grande attualità perché molto spesso chi mena ma che dà uno schiaffo tanto per dare. Anche lì tutto soft, sembrava un nemico ma non lo è. Rimane sempre in tutto un’idea vaga di qualcosa che potrebbe succedere ma invece va sempre tutto per il verso giusto.

La parte dell’asilo l’ho trovata particolarmente fuorviante, non mi è sembrato neanche realistica Andrea che dice che odia i bambini, già da quelle parole si evince che chi scrive ama i bambini. Forse era meglio impersonare se stessi veramente, dare la propria qualità, il proprio amore per i bambini ad Andrea per scrivere in modo più credibile e non fare finta di non amarli per poi dire alla fine: guarda, alla fine li amo. Se non si mette qualcosa di proprio il libro rimane secco. Cosa dice Jackson Maine ad Ally sul balcone? Le dice: se non ci metti un po’ della tua anima ti dimenticano, ci devi mettere te stessa in quello che fai. (Te la do io la citazione cinematografica). Qui non c’è niente di niente. Andrea è un’idea basata su dei concetti precostruiti, la scrittrice non si è catapultata dentro questo personaggio, neanche lontanamente, non c’è niente di personale, non vive Andrea, è solo un manichino. Così come tutti gli altri, sono solo pedine per dire delle cose e andare in alcuni luoghi, neanche tanti.

Per quanto riguarda il riferimento a Marilyn Manson, forse è meglio che parli con una dark, io penso che avrebbe preferito chiamarsi Manson invece che Marilyn, ma poi mettere la parola Manson sarebbe stato troppo sconvolgente.

C’è anche la nuova parola del momento che va di moda su internet: resiliente. In che momento Andrea si è piegata per non spezzarsi? Non capisco dove stata la grande difficoltà per cui si è dovuta prostrare? Per fare quel tema difficile? Anche lì, perché tra le pagine del libro non c’è quel tema che era diventato così infine perfetto? Invece di mettere quegli pseudo articoli? (Mai visti articoli così). Era quello l’articolo che bisognava mettere, quello che ha dimostrato la sua resilienza perché alla fine si è ritirata tu, l’ha scritto! Ma dov’è? Su la Torre Nera il tema di Jake, bellissimo poi. Il problema è che chi scrive non ha passione per il giornalismo, non gliene frega niente, è ancora risulta che Andrea non è viva. Forse era meglio farla andare in una scuola di recitazione, se scrive un’attrice che ha studiato per quello che fa, chi meglio di lei potrebbe parlare di una scuola per attori? Con tutte le tecniche e i sogni e le aspettative, cosa c’entra giornalismo?

Ho trovato un paio di errori (o forse non ho capito io).
Prima si dice che gli studenti avrebbe avuto quattro settimane di vacanza partendo tutto il 20 dicembre poi però ritornano tutti 7 gennaio, con un rapido calcolo non sono neanche tre settimane.
All’asilo prima all’inizio sono undici alunni, poi una trentina e infine di nuovi undici: quanti sono?

È evidente poi che non c’è passione nei tanto declamati giochi di ruolo, propinati più e più volte fino allo sfinimento per tutto il libro. A conferma di ciò nei ringraziamenti si legge che tutto quello che detto al riguardo dei giochi di ruolo è frutto di un’altra mente.
Questo pezzo poi mi ha fatto venire i brividi: Joker era a terra in una pozza di sangue e non conoscevo nemmeno l’incantesimo di guarigione.

Secondo me si è fatto un uso troppo sfrenato dei soprannomi, ok se ci si chiamano i personaggi tra di loro ma lo scrittore dovrebbe mantenere una certa capacità di dire i nomi veri anche se il libro è scritto in prima persona. C’è un po’ di caos in quanto non ci sono neanche i nomi e cognomi completi di tutti. Andrea invece dovrebbe saperli.

Le citazioni cinematografiche tanto declamate nell’intervista in fondo sono però messe a caso, non è che ci si riallaccia a un discorso con una battuta scelta ad hoc. No, Joker recita una battuta di un film a chi bussa e se non si risponde con il titolo del film non si entra. In stile Trivial pursuit.


In fondo dunque c’è anche una intervista, ma se l’è fatta da sola la scrittrice? Sarebbe la cosa più interessante del libro, sdoppiamento di personalità finale.

Alla prima domanda viene chiesto quanto sono importanti i sogni e lei risponde che sognare è fondamentale soprattutto all’età di Andrea ovvero 18 anni. Ma perché? Vogliamo forse dire ad un anziano che non deve più sognare? Allora sognare non è poi così fondamentale.

Poi c’è una domanda sull’amicizia e lei risponde: è capitato a tutti di sentirsi inadeguati e fuori logo. Ecco una frase fatta detta da qualcuno che realtà non si è mai sentito veramente fuori luogo, sei mai stata presa pesantemente in giro? Sei mai stata bullizzata? Ma chi è fuori luogo in questa storia? Sono tutti ben piazzati e sicuri di se. Poi aggiunge, rispondendo a quella domanda che per essere un numero uno devi essere diverso dagli altri. Frasi fatte di aria fritta, i diversi (davvero diversi, perché Andrea non è diversa) saranno sempre i numeri ultimi. Chi è diversa? Lisbeth Salander per esempio. Mai stata numero uno.

Poi una domanda strana: quanto sono importanti le parole? La risposta: le parole sono fondamentali.
La mia domanda: quindi? Certo per vendere un libro le parole sono fondamentali, qui non ci piove.

Prossima domanda: crede (oddio, pure del lei) che i giovani siano apatici?
Risposta: No, non è vero, è pieno di giovani preparati!
Intervengo: si soprattutto quelli che stanno sempre davanti a YouTube.

Domanda molto interessante: quanto è stato diverso entrare nella testa di un personaggi per te che sei un’attrice?
Risposta: È stato diverso perché... dice che nel libro ha impersonato decine di personaggi e anche maschili.
Intervengo: non è che nel libro devi impersonare tutti i personaggi, dopo un po’ se sono vivi vanno da soli, lo scrittore non è dio. Ci devi mettere del tuo, ed è probabilmente l’opposto di essere un’attrice. L’attrice si deve annullare completamente e diventare qualcun’altra che gli viene richiesta dal regista mentre la scrittrice deve per forza di cose mettere qualcosa di suo in un personaggio altrimenti sarà solo un guscio vuoto, solo pedine su una scacchiera. Infatti sono stati descritti 5-6 ragazzi che si muovono di qua e di la e fanno delle cose banalissime. Quali sogni?

Poi c’è anche la domanda chiave, quella per cui è stata imbastita tutta l’intervista: continua a scrivere questa storia?Ma certo, il libro è stato impostato in modo che ci siano tre anni così che uno si aspetta almeno tre libri, Rowling docet.
Ma siamo sicuri che riusciamo a produrre tre libri fatti di niente?


Il titolo mi lascia perplessa, vediamo che significa su treccani. it

Apprendista s. m. e f. [der. di apprendere] (pl. m. -i). – Chi è occupato in un’azienda industriale o commerciale allo scopo di acquisire le capacità necessarie per diventare lavoratore qualificato. Più genericam., chi s’avvia all’apprendimento di un’arte, di un mestiere, ecc.;

Quindi nel significato più letterale non ha senso perché l’unica attività commerciale che fa Andrea è quella all’asilo, spesso sembra più importante del college. Messa così sembra quasi che il focus del titolo è puntato sull’asilo ma il suo sogno non era essere una giornalista? Ma l’apprendistato lo sta facendo all’asilo. Poi però il vocabolario ci dice che più genericamente vuol dire anche che ci si avvia all’apprendimento di un’arte o di un mestiere. E allora qui quasi quasi che ci sta bene anche se io più che un’apprendista vedo una studentessa.

E cosa significa Geniale?
Nell’uso com., di persona che ha del genio, che ha finezza e vivacità d’intuito: artista, scrittore, inventore g.; ...

Io di geni qui non ne vedo, anzi come ho detto sopra c’è solo uno strato di mediocrità infinita.
Per concludere il titolo è totalmente impersonale, probabilmente neanche scelto dalla scrittrice, il titolo serve solo per fare un’ottima impressione, deve suonare bene, è stato scelto con cura ma non rispecchia per niente quello che c’è dentro.

Infine una critica anche alla copertina tanto ormai ho criticato tutto.
C’è una ragazza vestita con una gonna lunga, una camicia e i capelli lisci, molto elegante. Andrea si veste in modo disordinato con le scarpe da ginnastica vecchie, i capelli arruffati… Perché tutta questa differenza? È una copertina preparata, senza personalità, proprio come il titolo.

Sono stato estremamente critica, ma non l’ho fatto con cattiveria, penso di aver il diritto di dire quello che penso dopo aver letto il libro, nonostante tutto l’ho fatto con il migliore dei propositi.
Penso che tutti dovrebbero riflettere su quello che leggono, ho visto molti dare un sacco di stelle a questo libro ma che altro leggono di solito? Mancano parecchie cose e soprattutto manca la vita dei personaggi, non sono vivi, si vede subito. Certo tutti hanno diritto di scrivere così come io ho il diritto di criticare e poi lo faccio gratuitamente non è che mi pagano, ho espresso solo la mia opinione, cara talpa.




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lunedì 29 ottobre 2018

Cassandra - Recensione

 

 

Cassandra

 

 

Titolo originale: Kassandra
Autore: Christa Wolf
Traduttore: Anita Raja 
Prima edizione originale: 1983
Prima edizione italiana: 1984
Lingua originale: tedesco

 

 

Riassunto

 

 

Cassandra si trova prigioniera sulla nave diretta a Micene con i figli gemelli, Marpessa e Agamennone.
La nave è in mezzo alla tempesta e Marpessa si vuole lasciare andare ai flutti portando con se i figli di Cassandra.

Cassandra ripensa a quando parlava con Mirina , parlavano di Enea che se n’era andato lasciandola indietro e anche di Pentesilea della quale era gelosa ma che poi era caduta.
Mirina viene uccisa dai greci che escono dal cavallo di Troia, Cassandra viene risparmiata perché ritenuta pazza e viene portata via in una nave insieme alle altre Troiane, la conducono con un carro fino in cima alla collina a Micene.

Agamennone la prende dal gruppo delle Troiane e le dice di fare in modo che Poseidone blocchi la tempesta.

Ecube la madre di Cassandra era su un’altra nave con Odisseo verso altri lidi.
Priamo è il padre di Cassandra

Pantoo è il sacerdote greco che la consacrò a sacerdotessa anche se preferiva Polissena, la sorella di Cassandra.
Enea conosce Cassandra durante il suo rito di iniziazione a sacerdotessa
Partena la nutrice se ne va in quando ormai non ha più bisogno di lei e le lascia in servizio sua figlia Marpessa.

Cassandra una notte sogna Apollo che le da il dono della veggenza ma poi lei lo respinge e lui le sputa in bocca. Se sogni che il dio Apollo ti sputa in bocca hai il dono di predire il futuro ma nessuno ti crederà.
Cassandra diviene una sacerdotessa e predisse infatti la fine di Troia.

Polissena la sorella l’ha sempre invidiatoa per non essere diventata lei stessa una sacerdotessa al posto di Cassandra. 
Cassandra pensa che Polissena non aveva bisogno di diventare sacerdotessa, lei era amata da tutti gli uomini e anche da alcune donne come Marpessa. Polissena era l’unica delle figlie di Priamo ad avere i capelli chiari e forse per questo Priamo non la poteva ritenere la sua preferita. 

Pantoo non apprezzava Cassandra ma la guidò nell’arte del sacerdozio che Cassandra svolse.

Eleno era il gemello di Cassandra era stato eletto portavoce dell’oracolo, con un iniziale invidia di lei. Era lui che diceva alla gente accorsa davanti al sacrificio come sarebbe andato il raccolto o come sarebbe stato il tempo.

Anchise padre di Enea racconta a Cassandra che lo zio Lampo scelto da Priamo o forse da Calcante il veggente era stato mandato in Grecia con la prima nave con anche troppo ricchi doni per l’oracolo di Delfi Pizia. Pantoo lo aveva visto ed era voluto tornare indietro con lui.
Il fratello di Cassandra Ettore le dice invece che Lampo era stato mandato per sapere dall’oracolo Pizia se c’era una maledizione su Troia, però si era fatto prendere dalla passione per Pantoo dimenticandosi di interrogare l’oracolo.

Quando Cassandra era piccola il giovane Pantoo alla porta Scea di Troia aveva deciso che Apollo non voleva più sacrifici di giovani fanciulli. Proprio davanti a quella porta poi i greci tentarono di espugnare Troia.


La seconda nave parte quando Priamo vuole andare a riprendersi sua sorella Esiona tenuta prigioniera a Sparta da Telamone che però l’aveva fatta regina. Sulla nave parte Anchise che tornerà vecchio e Calcante il veggente che non tornerà affatto.
Quando la nave torna senza Esiona e senza il veggente tutti cittadini sono delusi. Enea racconta a Cassandra che Anchise suo padre ovviamente sapeva com’era andata essendo stato lì, Calcante non era voluto tornare in quanto aveva paura di essere ritenuto responsabile del fallimento della missione. Prima di partire il re aveva preteso un una profezia favorevole che però non si era però manifestata. In quel momento con una voce che non è la sua Cassandra dice ad Enea che l’aveva sempre saputo che non ce l'avrebbero fatta e poi ha una crisi perde il controllo degli arti e di se stessa.

Esaco era il fratello preferito di Cassandra, la cui madre era Arisbe.
Asterope era la giovane moglie di Esaco e quando morì di parto Esaco si suicidò gettandosi in mare. Quando dei flutti Calcante vede una strolaga disse che quello era Esaco che si era trasformato. Cassandra non voleva crederci.
Merope, interprete dei sogni ascolta Cassandra raccontare quello che ho sognato: il figlio morto di Esaco cresceva e lei e non volendolo dare alla luce lo vomitava sotto forma di rospo. Merope dice a Ecube di tenere lontano da Cassandra tutti gli uomini simili ad Esaco.

Durante la preparazione della terza nave Cassandra sta per essere consacrata a sacerdotessa ma sarebbe voluta partire anche lei perché con quella nave Enea avrebbe accompagnato il padre Anchise.

Durante i giochi commemorativi in onore di un fratello senza nome morto troppo presto compare uno straniero che li vince tutti così che Ettore e Deifobo
lo stanno per uccidere perché lo straniero aveva violato una legge che forse non sapeva: la graduatoria era fissata, non avrebbe dovuto vincere. Ad un certo punto un vecchio dice che quello era il figlio del re Priamo che ferma Ettore e Deifobo.
Si chiama Paride che vuol dire borsa riferito alla sacca in cui lo portava in giro per le montagne.
Marpessa si reca insieme a Cassandra nelle grotte lungo il fiume Scamandro dove vivono tra gli altri poveri anche le tre allevatrici vecchissime che si erano occupate di tutti i 19 figli di Ecube. Le tre vecchie erano accudite dalla bellissima Enone e rimangono in silenzio quando Cassandra vuole sapere che era successo a Paride. Poi una delle tre vecchie le nomina Esaco. Continuando ad indagare Cassandra trova il nome di Arisbe, la madre di Esaco. Un giorno al mercato Cassandra incontra la figlia di Calcante il veggente dimenticato, Briseide che vende tessuti e le da una dritta, la indirizza a un’altra bancarella dive Arisbe sta vendendo dei vasi. Cassandra si avvicina ma Arisbe le dice di incontrarla nella sua capanna sul monte Ida. Una volta sole Arisbe racconta che suo figlio Esaco aveva sognato che su quel fanciullo Paride che stava per nascere incombeva una maledizione.
Anche Ecube aveva avuto un incubo prima di darlo alla luce, aveva sognato di partorire un pezzo di legno dal quale fuoriuscivano dei serpenti infuocati. Calcante lo avevo interpretato come un segno premonitore di una disgrazia che quel bambino avrebbe dato fuoco a tutta Troia. Ecuba ne parla anche con Arisbe che le dice che quel sogno significava solo che la dea dei serpenti avrebbe ripristinato il suo potere.
Priamo avevo ordinato a un pastore di prendere quel neonato e di ucciderlo ma questo l’aveva risparmiato portado come prova la lingua di un cane invece che quella del piccolo. Cassandra non riesce a capire come il padre ci abbia potuto credere. 

Viene annunciato l’arrivo di Menelao, il re di Sparta che stava arrivando per fare dei sacrifici ai loro altari per scongiurare l’arrivo della peste.

Durante la guerra quando i greci erano già appostati intorno a Troia le donne passavo molto tempo alle pendici del monte Ida  in quella caverne fuori dal palazzo, stavano anche al mercato dove incontravano i greci che venivano a comprare delle cose. Qui Cassandra incontra anche Agamennone.
Priamo non vuole che nessuno sapesse che Agamennone aveva sacrificato la sua figlia Efigenia ad Artemide prima di partire con la nave verso Troia. E proprio di quella figlia Cassandra chiede ad Agamennone sulla nave in cui lei è prigioniera. Agamennone lei dice che lui non l’avrebbe voluta sacrificare ma che glielo aveva consigliato Calcante e che tutti gli altri principi volevano che fosse fatto.

Eumelo ufficiale della guardia di palazzo aveva detto a Priamo che Menelao non era un ospite gradito ma un potenziale nemico, una spia. Il giorno del banchetto che celebrava la vigilia della partenza di Menelao si celebrava anche la vigilia della partenza della terza nave.

Triolo fratello di Cassandra siede con la sua Briseide, sono la coppia del momento.
Enone dice a Cassandra di essere innamorata di Paride e questo però aveva in testa solo una certa Elena in quanto Venere gli aveva detto che quella era la sua donna anche se ancora non la conosceva. Durante il banchetto Paride dice che se nessuno fosse stato in grado di riportare a casa la sorella del re ci avrebbe pensato lui e se non ci fosse riuscito si sarebbe preso una donna ancora più bella, Elena. In quel momento Cassandra ha una visione, una voce dice che non si deve partire quella nave dopo di che sprofonda in un periodo di totale pazzia.

Quando Cassandra torna in sé trova tutte le usanze del palazzo e quelle del tempio estranee, non le riconosce più.
Prima del ritorno della terza nave i greci erano già malvisti in città, anche Briseide era malvista così che si era offerta di lasciare Triolo ma lui aveva rifiutato.

Eumelo non fa avvicinare nessuno all’approdo della nave quando arriva, scende Anchise ma Paride non è tornato, non era riuscito a liberare la sorella del re allora aveva rapito la consorte di Menelao e stava tornando a Troia per altre vie. Priamo si ritiene vendicato e dopo alcuni mesi con una nave egizia Paride torna con la bella Elena suscitando la gelosia di Cassandra e anche quella di Enone. Nel frattempo Enea non si avvicina più a Cassandra.
Menelao rivuole la sua consorte e sarà questa la causa della guerra che durerà 10 anni, cause che fu ben presto dimenticata.

Cassandra scopre poi da Paride che Elena non c’è, non è mai arrivata a Troia, l’aveva presa il re egiziano e ora il popolo credeva in un fantasma e per questo avrebbe combattuto ma Priamo e Eumelo non vogliono che Cassandra sveli il segreto.
Cassandra capisce poi che la guerra sarebbe stata persa ma dato che nessuno vuole che dica niente cade in un mutismo fino alla primavera in cui comincia la guerra.

Troilo è tra i primi Troiani ad essere mandato in prima linea i primi che verranno spazzati via dei greci che fanno arrivare sulla spiaggia Achille. Troilo e Achille combattono e quando questo sta per vincere Troilo fugge ferito, raggiunge il tempio di Apollo in cui Cassandra stava osservando tutta la scena. Achille lo segue e lo uccide senza pietà. Enea passa e dice a Cassandra che sta fuggendo per nascondersi e se ne va. Cassandra continua a dire al padre di smettere con quella guerra e per questo viene ritenuta pazza e allontanata dal consiglio.

Calcante aveva un tempo annunciato il responso dell'oracolo che diceva che Troia avrebbe vinto solo se Troilo avesse compiuto vent’anni. Ma i Troilo ne aveva 17 quando Achille lo uccise e allora Pantoo d’accordo con Eumelo consigliono a Priamo di stabilire una legge secondo la quale Troilo aveva vent’anni alla morte.

Per salvare Cassandra dall’accusa di pazzia e dalla prigione Priamo la costringe ad sposare Euripilo cosa che comunque andava contro lli leggo di Troia secondo le quali non si poteva obbligare una donna libera a sposare qualcuno.

Briseide chiede a Priamo di tornare da suo padre Calcante allora Cassandra con alcuni fratelli e alcuni soldati disarmati raggiunge il campo greco e incontrano Calcante che le fa capire che i greci sanno benissimo che i Troiani non hanno Elena. Poi le racconta che aveva promesso a sua figlia ad Achille. Achille si pensava fosse figlio di una dea Teti e aveva fatto di tutto affinché questa voce circolasse e non fosse contraddetta. Quando Odisseo e Menelao in vista della guerra stavano cercando alleati tra i greci arrivarono ad Achille e la madre dea o no disse che Achille non era lì. Odisseo seguendo il suo intuito lo trova a letto con un altro ragazzo e siccome lui aveva cercato di fingersi pazzo per sfuggire alla guerra e non c’era riuscito fa in modo che anche Achille venisse arruolato. Durante la guerra Achille sterminava i nemici ma poi infastidiva tutti al campo sia i maschi che le femmine.  

Dopo l’assedio delle campagne circostanti Troia Enea torna in città con grande felicità di Cassandra che riesce anche ad incontrarlo poi però è costretto ad andarsene di nuovo in quanto non poteva vivere nella stessa città in cui c'era Eumelo.

Eleno e il sacerdote del tempio di Poseidone divulgano responsi degli oracoli poco credibili sulla vittoria di Troia e quando Cassandra se ne lamenta Eleno le conferma che gli oracoli venivano sempre commissionati dalla casa reale e dal tempio. Eleno però al contrario di Pantoo era convinto di quello che ci si aspettava che dicesse ovvero che i greci non avrebbero mai vinto.

Eumelo sapeva che tra i figli del re ce n’erano altri più adatti di Ettore per guidare la battaglia ma lui voleva colpire la regina portandole via il suo figlio prediletto.

Ecuba e Anchise stringono amicizia quando lei viene esclusa da Eumelo dal consiglio del re, la guerra non era più una cosa per donne dice.
Anchise è abile nell'intagliare il legno e tutti quelli che andavano da lui e ricevevano una sua statuina potevano essere considerati amici così che quando i greci uccisero tutte le amazzoni Mirina e alcune sue sorelle trovando rifugio in quelle case in cui si trovava una statuetta di Anchise.

Durante la guerra molti vanno da Cassandra per poter interpretare i propri sogni e ci va anche Polissena con la quale non si parlavano da tempo. Cassandra non riusciva a sopportarla con la sua bellezza che ispirava il sorriso in tutti. Polissena le dice che sognava Andro, il primo ufficiale di Eumelo. Se ne era innamorata anche se era un uomo sgradevole e Cassandra non le dice niente così che presto iniziano una relazione. Poi i sogni di Polissena cambiano e sogna sempre il re Priamo che è violento con lei. Cassandra l’aiuta a non dire niente.
Passano i giorni e nonostante Cassandra sapeva che la guerra sarebbe stata persa i greci non attaccano Troia ma altre isole rimanendo sempre nel mare di fronte. Cassandra non crede più, ha perso la fede negli dei e solo Pantoo se ne è accorto.

Un altro fratello di Cassandra Licaone viene fatto prigioniero da Achille venduto poi al re di Lemmo in cambio di un prezioso vaso di bronzo. Dopo questo la vita a Troia diventa ancora più difficile sempre per ordine di Eumelo. Cassandra osservava i Troiani diventare sempre più simili ai greci. Un giorno mentre i soldati Troiani erano mescolati tra i mercanti lei incontrò Agamennone e lui le disse che assomigliava a sua figlia e così le regalò un gioiello uguale a quello che portava al collo anche Clitennestra sulla via di Micene. 

Un giorno Ecube e Polissena vanno al tempio di Apollo e incontrano Cassandra, portano dei frutti per un sacrificio, vogliono scongiurare quella gravidanza che Polissena teme, di Andro. In quel momento arriva Achille (il tempio era aperto anche ai greci) che la vede e se ne innamora subito. Cassandra ha una visione: Polissena è ormai perduta ma Erofila l’anziana sacerdotessa del tempio le dice che quello non è il momento di avere visioni. 
Pantoo fa sapere ad Ettore che Achille è interessato ad avere Polissena allora Ettore d’accordo con Paride propone uno scambio ad Achille proprio lì nel tempio e Cassandra lo ascolta nascosta: Achille avrebbe avuto Polissena solo se avesse consegnato i piani del campo greco. Achille dice che ci deve pensare ma che vuole vedere Polissena sulle mura. Dopo averla vista sulla mura Achille accetta lo scambio e si ritira dalla guerra. 

Cassandra passa spesso da Anchise in cui si ritrovano le schiave Troiane e greche  e proprio da loro si era saputo che la peste aveva attaccato l'accampamento greco e Calcante per indennizzare Agamennone aveva detto che aveva bisogno di una schiava ovvero di Briseide che fu per questo strappata ad Achille che l’aveva usata fino a quel momento e poi fu mess in una tenda di Agamennone ma l’unico che le faceva visita era suo padre.

Ettore si scontra con il greco Aiace e si scambiano le armi cosicché Ettore sarà trascinato da Achille con quel cinturone che gli aveva dato Aiace e Aiace si sarebbe suicidato con la spada che gli aveva dato Ettore.

Le schiave greche raccontarono sempre ad Anchise che quando i Troiani uccisero Patroclo, l’amico di Achille, questo si infuriò così tanto che Agamennone per tenerlo buono gli diede di nuovo Briseide.  

Enea era presente al duello tra Achille ed Ettore e alla morte di Ettore che fu ferito e trascinato intorno alla rocca. Cassandra anche se non lo vide in virtù del fatto che era molto legata al fratello fu capace di sentirlo diventare un mucchio di carne macellata.

Priamo voleva il corpo del figlio Ettore ma Achille glielo avrebbe dato solo a peso d’oro, tanto oro quanto pesava il cadavere. Poi gli viene in mente di scambiare il cadavere di Ettore per Polissena e Priamo gli dice: ti do Polissena solo se tu convinci Menelao a rinunciare ad Elena.
Quella notte Achille brucia il corpo del suo amato Patroclo e in questa cerimonia uccide anche 12 prigionieri tra cui due figli di Ecuba e Priamo.

I Troiani allora avrebbero voluto uccidere tutti i prigionieri greci tra cui anche Pantoo ma Cassandra dice di no, salvandoli.
Enea arriva con le amazzoni guidate da Pentesilea, tra loro c’è anche Mirina.

Pentesilea e Mirina come tutte le amazzoni odiano i maschi ma sopportano Anchise e anche loro vanno a trovarlo. In quel momento una schiava di nome Cilla amica di Enone propone loro di smettere di combattere e di ritirarsi tra i monti insieme a loro. Mirina lo avrebbe anche fatto ma l’altra dice assolutamente no, meglio morire. Cassandra disprezza quella risposta e si scontra con Pentesilea che dice che preferisce morire e far morire tutte le sue amazzoni.

Mirina verrà poi salvata da Cassandra e Marpessa e altre contadine, la nascondono in una casa quando i greci stavano cercando tutte le amazzoni per sterminarle. Riescono a salvarla ma Mirina è disperata perché era stata tenuta ferma dai greci mentre Achille combatteva contro Pentesilea. Achille era stato sorpreso dal fatto che fosse una donna a combatterlo ma poi aveva dovuto atterrarla. Voleva prenderla prigioniera ma quando questa lo ferì con un pugnale fu costretto ad ucciderla e voleva ucciderla anche una seconda volta così che i greci la portarono via. Le amazzoni sopravvissute e le altre donne la portarono al tempio dove Cassandra diede inizio alla cerimonia funebre. Lo sventurato Pantoo si presentò proprio in quel momento ma Cassandra non riuscì a fermarle, lo rincorsero e lo uccisero senza pietà.

Enea porta Cassandra alle caverne dove si nascondevano le altre donne tra cui Marpessa, Arisbe, Enone, Cilla e anche Anchise. Dopo aver passato dei momenti di pace Cassandra sogna la madre che ha bisogno di lei e quindi è costretta a raggiungerla. La madre la porta nel consiglio dove insieme a Priamo e Eumelo c’erano anche i congiurati, la fanno entrare e le espongono il piano: Polissena avrebbe attirato Achille come un’esca nel tempio di Apollo. Achille sarebbe stato informato che Polissena gli veniva concessa in sposa e lui si sarebbe dovuto presentare da solo scalzo al tempio. Aveva detto a Polissena che il suo punto debole era il tallone. Paride sarebbe stato pronto nascosto insieme agli altri soldati a scoccare la freccia al suo tallone che lo avrebbe ucciso. Polissena non era presente al consiglio perché non era stata ritenuta capace di comprenderne il significato. Priamo vuole che Cassandra si dichiari a favore e che non divulghi quel piano. Cassandra sapendo che la sorella sarebbe finita male dice che non era favore e che non sarebbe stata zitta.

Così Cassandra viene rinchiusa in una specie di caverna oscura, senza luce, senza contatti. Due donne che sembrano quasi animali le danno da mangiare, pane e acqua e la scherniscono, lei che prima era gerarchicamente sopra di loro.

Andro poi un giorno le porta il cinturone di Achille segno che è stato sconfitto e che il piano ha funzionato. Quando Cassandra gli chiede della sorella Polissena lui risponde frettolosamente che si è salvata ma poi Cassandra scopre che ha perso la ragione.

Mirina viene fatta passare dalle due guardiane e porta a Cassandra un cavallino di legno fatto da Anchise, segno che poteva essere liberata. Fu portata insieme alle altre donne nelle caverne dove per molto tempo non riuscì neanche a sopportare la luce. Alcuni uomini potevano stare lì nelle caverne, quelli menomati e Anchise. A volte Enea passava ma non rimaneva mai. Le donne si scambiavano il loro sapere, impararono le une dalle altre come fare vasi e come tessere, alcune come Cilla veneravano le divinità presso una parete della grotta in cui era stata incisa l’immagine di una dea. Poterono stare così per due inverni e due primavere. Dopo la prima primavera la madre di Cassandra la viene a prendere perché Priamo la vuole dare in sposa a Euripilo così che questo metta a disposizione dell’esercito troiano le sue truppe fresche. Cassandra accetta ma dopo la prima notte di nozze Euripilo muore in campo di battaglia. Cassandra torna alle grotte incinta così che i suoi due gemelli avranno molte madri e Enea come padre.
Enone viene chiamata per assistere Paride morente che era stato ferito ma quando lei va là con il suo cesto di erbe per aiutarlo lo trova già morto, l’avevano chiamata troppo tardi. Lei l’aveva sempre amato anche quando lui l’aveva disegnata per avere molte fanciulle.
Cassandra va al funerale fratello e vede il declino sociale della sua città, riti funebri sempre più lunghi e il padre sempre più debole.

Infine i greci fingono di essersene andati, lasciano quel cavallo enorme che sembra un mostro in dono e tutti i Troiani vogliono portarlo dentro. Cassandra è l’unica a dire di no ma viene presa per matta. Allargano le mura per farlo passare, Eumelo è il removibile di fronte alle proteste preoccupate di Cassandra, è lui quel nessuno che Apollo gli aveva detto che non avrebbe creduto alle sue parole.

Mirina fu la prima a cadere, Ecuba e Cassandra cercano di nascondere Polissena ma questa urlava troppo e il suo amato Andro poi l’aveva tradita, minacciato di morte aveva rivelato la sua posizione. Aiace poi uccide Andro e aggredisce Cassandra.

Cassandra e Enea si salutano sulle mura della città, lei vuole rimanere invece lui le chiede di andare via con lui e alcuni Troiani, avrebbero fondato una nuova Troia. Cassandra dice di no deve rimanere perché lui sarebbe stato raggiunto dei greci dovendo così fare l’eroe. Cassandra getta in mare l’anello a serpente che gli aveva dato Enea e così amaramente si separano.

A questo pensa Cassandra mentre sta per essere giustiziata a Micene, con la popolazione intorno che vorrebbe anche dei responsi, con Marpessa e i gemelli li vicino.

 

 

 

Commento


⭐️⭐️⭐️ (3/5)

 

Penso che sia uno delle letture più difficile che abbia mai incontrato ma sono contenta di aver raggiunto la fine. Ammetto che dopo le prime pagine stavo per abbandonare, troppo complesso, intricato, difficile e diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai letto. Stavo per abbandonare innanzitutto a causa della mia ignoranza, ho fatto il liceo, non ho mai avuto un’insufficienza eppure eccomi qui che non so niente di epica, niente di niente. Ma non mi si può neanche dire che me la dovrei leggere da sola, perché mai mi sarebbe venuto in mente se non la conoscevo? Perché ho visto (e presto dimenticato) il film Troy? Ebbene sì nella mia città c’è un liceo scientifico pieno di incompetenti a causa del quale mi sono trovata a maneggiare questo libro con difficoltà. Però poi mi sono detta: perché abbandonare proprio nel momento in cui mi trovo di fronte a qualcosa di nuovo? Se ogni volta che si presenta una sfida oppure una novità noi ci tiriamo indietro per paura di non riuscire ad affrontarla oppure per paura di risvegliare la mente assopita per poter assimilare concetti presentati in modo diverso, quand’è che cresciamo psicologicamente? Sono pienamente convinta che tutte le menti dalle più piccole alle più grandi possono imparare e continuare a farlo sempre basta uscire dal letargo, lo so è uno sforzo aprire un libro e leggere. Se il libro è difficile bisogna provarci e arrivare alla fine, poi magari se non si è capito niente si rilegge oppure ci si fa aiutare però bisogna sempre provarci. E io ci sono anche riuscita, sono arrivata alla fine, capendoci. Dunque dato che non sapevo niente di Epica mi sono dovuta stesso informare e grazie ad Internet e soprattutto a Wikipedia ho colmato alcune delle mie lacune mentre altre le ho dovute lasciare in quanto ricerche troppo lunghe mi avrebbero fatto perdere il ritmo e il filo del discorso. Perché il libro parte proprio dal presupposto che chi legge sa tutto quello che è successo prima e quello che sarebbe successo dopo e quello che sta succedendo in quel momento.

Sarebbe stato un vero scempio abbandonare un libro in cui alberga una tale idea, un’idea geniale perché a Christa è venuto in mente di impersonare Cassandra, un personaggio epico nel momento in cui sta per salire sul patibolo. Cassandra è stata catturata dai greci e viene portato da Agamennone a Micene (visto quante cose ho imparato, tutta storia che non sapevo) e andando verso il patibolo ripensa a tutta la sua vita, ed è come se ci trovassimo di fronte alla sua mente, anzi nella sua mente, immersi nei suoi pensieri messi qui per iscritto e proprio come sono i pensieri di tutti anche questi sono confusionari. Confusionari per chi sta fuori ma quando uno pensa quella confusione segue sempre un filo logico. È anche questa confusione il motivo per il quale stavo per abbandonare, non solo si parlavano di cose che il lettore avrebbe dovuto sapere ma venivano presentate in un modo piuttosto intricato perché questi pensieri non hanno neanche altra punteggiatura, oltre a punti e virgole, ma basta. Ma è ovvio. Quando pensate anche voi nella vostra testa non passate da un concetto all’altro senza farvi tanti problemi? Quando pensate alla conversazioni cosa vedete due punti e virgoletti ad organizzare le battute? No, è tutto così, come in questo libro. Ne risulta che a guardarle, le pagine sembrano muri di parole però come tutti i muri vanno affrontati, e scalati. 
Sembra quasi un libro scritto perché se aveva la necessità di scriverlo, perché in fondo non racconta niente della scrittrice, non è una sua eroina oppure un suo personaggio che lei usa per raccontarci quello che pensa o che inventa di punto in bianco. Certo un po’ di quello che pensa Christa c’è perché ha scelto un personaggio in particolare però un personaggio già costruito e potrebbe essere quasi definita in modo moderno una fanart dell’epica. Cassandra poi è stata scelta forse proprio in virtù della sua sfortuna, lei che sapeva tutto quello che sta per succedere ma che nessuno riusciva a credere. Ho letto poi anche la postfazione (non tutta perché è un po’ troppo prolissa) che la traduttrice ha aggiunto alla fine del libro: scrive che in realtà Cassandra non aveva nessun potere ma dava questi oracoli non perché prevedeva ma perché semplicemente lei vedeva ovvero ragionava, e si disputava un po’ sul verbo tedesco sehen. Anche qui sono interpretazioni perché se vogliamo parlare di epica un po’ di soprannaturale c’è, che dire allora di Achille che prima ha detto che forse era figlio di una dea,  Teti (ora ne so davvero tanto, almeno confronto a prima, perdonate la digressione). Se Christa scrive che Achille poteva essere un semidio allora la sua Cassandra deve credere un po’ al soprannaturale anche se poi dice di non credere più negli dei. Ma in realtà sono tutte storie che si basano su fatti reali. Certo Cassandra sembra essere molto lungimirante già naturalmente di suo e capace di vedere la situazione politica da un punto di vista più intelligente del padre Priamo. Cassandra guarda lontano e capisce che il suo popolo non sarebbe mai sopravvissuto a quella guerra e quindi dice al padre: attenzione… Però possiamo non credere che era stata contattata da Apollo? Perché no? L’autrice comunque parla sempre del dono del dio Apollo che poi si era infuriato perché lei non era voluta stare con lui in cambio e allora gli ha detto: tieni pure questo dono della veggenza ma poi nessuno ti crederà mai, così ti impari! Certo sono tutti dei umanizzati ma chi è che riesce ad immaginare qualcosa non umanizzato? Perché io dio della chiesa non è umano? Ma di questo non ce ne importa. E infondo non ce ne importa neanche di come Cassandra riesce a vedere, Dio o no il problema più grande è Eumelo, il capo delle guardie. Così sono gli umani che scrivono completamente il loro destino, gli dei mettono solo qualche parola. Eumelo la tiene sempre sotto controllo, è lui che fa in modo che tutto quello che dirà anche alla fine a proposito del cavallo, non venga mai preso in considerazione.

Il libro è tutto in prima persona e secondo me anche questo è sempre indice di una mente capace di immedesimarsi moltissimo nel personaggio perché solo se ti senti davvero un altro riuscirai a parlare in prima persona e a far credere di essere quello lì che impersoni. Leggendo questo libro sembrava di sentire Cassandra, sembrava di sentire tutti i suoi fantasmi, i suoi sentimenti e ricordi che erano con lei mentre andava al patibolo. Malinconia, amarezza, solo la paura non c’era. Cassandra è più che altro nostalgica ma anche rassegnata perché dopo tutto si era spesso rassegnata, la sua vita non era stata molto facile, sempre contro tutti.

Altra cosa molto complessa e dovuta sempre al fatto che sono i pensieri in prima persona di Cassandra è il fatto che la linea temporale non sia lineare ovvero non è che Cassandra comincia a pensare dall’inizio della sua vita alla fine e va dritta. No, comincia da un punto poco indietro, sulla nave da Troia a Micene, poi torna tutta indietro poi va un po’ avanti e così via. Modo narrativo che per chi è ignorante come me risulta anche più difficile perché non sapendo la storia mi sono dovuta un attimo fermare, fare mente locale e come dicevo prima sanare alcune buche. Ma ne è valsa la pena perché ne è venuta fuori una storia assurda da quanto è fantastica, e pensare che al giorno d’oggi sono tutti impazziti per il “Trono di Spade”, confronto a questo non vale (quasi?) niente. Se solo i professori riuscissero a far capire agli alunni la bellezza che certe opere antiche hanno essi aprirebbero le loro menti per scoprire quanto in realtà libri “vecchi” possono essere molto più avvincenti ed emozionanti di televisori nuovi che sputano fuori spesso cose poco innovative. 

Penso che la maggior parte della difficoltà sia dato dal fatto che per esempio l’Eneide non è scritta in prosa ma cosa deve fare il professore se non aiutare gli alunni a scoprire la bellezza che si cela dietro un testo scritto difficile? Purtroppo molti ex alunni torturati dai professori finito il liceo odiano tutto quello che è stato trattato in modo inappropriato, considerandolo noioso. Ma dal libro che ho letto si evincono vicende tutto tranne che noiose! 

Questo libro mi ha generato dunque un un po’ di amarezza perché quando si riconosce la propria ignoranza non è mai una bella cosa. Però il punto positivo dell’ignoranza è che può essere facilmente annullata.  Vedete quanto è infima l’ignoranza? Genera sempre altra ignoranza. Avrei aumentato la mia ignoranza se di fronte a questo libro piuttosto difficile con argomenti che non conoscevo avessi accettato la mia paura iniziale: io non so niente di queste cose e quindi non le posso capire. Invece ora conosco una scrittrice nuova, conosco un modo di scrittura geniale, conosco tutte quelle storie epiche di ero all’oscuro e ho incontrato anche Cassandra nuotando nella sua mente.
Dunque tutto ciò per dire leggete questo libro ma leggete anche, leggete quello che volete voi e non quello che vi dice la pubblicità, la pubblicità è come Eumelo, ha paura delle menti che escono dal gregge.