我须是很坚强


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mercoledì 5 settembre 2018

Topolino Project 🐭 3275

 

Topo 🐭 3275

 

 

 

Topolino e Pippo e il torbido inganno

 

Topolino e Pippo si stanno preparando per una commedia teatrale che prevede un loro litigio. Mentre si esercitano a casa passa Orazio che li vede litigare e pensa che stiamo facendo sul serio. Orazio va da Clara e glielo dice e insieme cercano di combinare un incontro tra Topolino e Pippo per riconciliarli. Arriva anche Minni e si ritrovano tutti nel giardino di Topolino quando passa anche il regista che dice di essere colui che li voleva far litigare. Tutto si risolve con l’arrivo di Topolino e Pippo che spiegano la situazione.

⭐️⭐️⭐️ (3/5)
I malintesi se vengo ben costruiti rendono la storia sempre interessante e coinvolgente. Mi è piaciuta, forse un po’ troppo prolissa la parte in cui c’era anche Gambadilegno, quella si poteva evitare però ho notato un impegno andato a buon fine. Unica altra pecca il cellulare di Topolino, non mettete i cellulari, ci stanno malissimo.

 

 


Paperino e la marionetta simbiotica


Archimede dona a Paperino una sua invenzione divertente: una marionetta che se ci si inserisce la foto di qualcuno nel momento in cui la si manovra farà fare a quel qualcuno i movimenti eseguiti con essa.
Paperino la lascia a casa e gliela rubano i Bassotti che la utilizzano per far fare figuracce a Paperone tanto da proporgli un accordo: smetteranno in cambio di molto denaro. Archimede individua la telecamera con la quale i Bassotti spiavano Paperone per manovrarlo. Da lì la polizia scopre il loro covo e li arrestano.

⭐️ (1/5)
Odio le marionette, non le sopporto. Quindi è solo per questo essenzialmente che do una ⭐️ anche se comunque la storia mi sembra un po’ inconcludente, carina l’idea se non fosse per la marionetta ma poi si perde un po’ in sé. Per quello che è successo nella trama poteva durare molte meno pagine.

 

 


Le strabilianti imprese di Fantomius 
I due vendicatori 
Prima parte

 

Fantomius arriva a casa di Paperino, ha fatto un viaggio temporale con un orologio da taschino creato da Copernico (bisnonno di Archimede). Dolly ha azionato un cucù con il quale si poteva viaggiare nel tempo ed è finita nel 2018. Arrivato sul posto della villa ormai in rovina Fantomius ha trovato un foglietto con un ricatto: Dolly sarebbe stata liberata in cambio di un uovo d’oro di Paperone.
I due con l’aiuto di Archimede e mascherati arrivano fino al tesoro ma rimangono incastrati dall’ultima parte del sistema di antifurto del deposito.

⭐️ (1/5)
Duckle Maps no 👎 per favore, basta con questi cellulari, Paperino che usa le app è ridicolo.
Fantomius sembra una donna, una cinesica, sempre con la stessa espressione 
La GiraTempo vi dice niente? Sembra a copiare le idee.
Il viaggio nel tempo è completamente inutile ai fini della storia, Dolly poteva essere rapita anche nel suo tempo. La storia di come Paperino si sia ispirato a questo Fantomius fa acqua da tutte le parti e con il viaggio nel tempo risulta anche più forzata.
Vedremo la seconda parte se si riscatta. Temo di no.

 

 

 

Le strabilianti imprese di Fantomius 
I due vendicatori 
Seconda parte

 

Andando nel luogo prestabilito per lo scambio Fantomius incontra il suo nemico invecchiato Cuordipietra Famedoro. Grazie all’aiuto di Paperinik liberano Dolly, sostituiscono l’uovo con un falso e tornano nel passato.

⭐️ (1/5)
Troppi riferimenti a Topolini vecchi che nessuno leggerà lasciando buchi nella trama già sfilacciata (3 riferimenti, uno nella prima parte e ben due nella seconda)

Pistola soporifera? Ahahah 😆 neanche su Peppa Pig 🐷 

Caramelle car can !?
L’importante non è conoscere il futuro ma vivere il presente, dice Dolly. Sembra una telenovela, ma chi se le mangerebbe mai!

Dolly è assolutamente odiosa, anche lei ha questi occhi a mandorla, ma non ho capito sono dei paperi cinesi? La trovo assolutamente irritante e la devozione di Fantomius per lei rende il suo personaggio poco credibile. La seconda parte è molto banale, tutto scontato, niente di che. Poi non si vede quando c’è lo scambio dell’uovo vero con quello falso…

Unico pro: i disegni, eccezionali. A parte Fantomius e la gallina 🐓 le scene sono precise e suggestive, paesaggi notturni da favola.

 

 


Zio Paperone racconta: seccature da manuale

 

Paperone cammina per i monti con Qui, Quo e Qua, sta cercando un prezioso artefatto. Apparentemente tutte le sue decisioni sembrano sbagliate e i tre nipotini hanno la soluzione giusta grazie al loro manuale delle giovani marmotte. Paperone vuole fare il testa sua anche a costo di farsi male.

⭐️ (1/5)
Ma perché mai Paperone dovrebbe portarsi quei tre rompipalle durante una missione? Sono veramente odiosi ci credo che alla fine non li sopporta più neanche lui. Comunque una storia senza capo né coda raccontata da Paperone per telefono… Non capisco il senso, allora si è fatto male alla mano per fare come voleva? La prossima volta li lascia a casa.

 

 

 

Gambadilegno e la scoperta dell’acqua fredda

 

Gambadilegno è al mare con Trudy e se ne sta sulla sdraia tutto il giorno allora Trudy gli dice di andare a fare un bagno. Pietro ci prova ma l’acqua è troppo fredda allora per non tornare sul lettino si mette a fare un castello ma quello di un moccioso è così bello che Pietro lo vuole distruggere per invidia. Un altro bagnante lo minaccia, se solo osa farlo lo picchia. Pietro allora si butta in acqua e schizza Trudy e le sue amiche.

⭐️ (1/5)
Assolutamente no! Innanzitutto non mi piacciono le interazioni tra Pietro e Trudy, una coppia patetica. Poi non capisco. perché lei lo debba costringere a farsi un bagno. Come dicevo sopra una coppia che non sta in piedi. Neanche la storia sta in piedi perché non c’è la trama, sembra una spiaggia italiana piena di bagnanti stupidi, scene che si vedono tutti giorni durante le estati italiane e fortuna che con l’arrivo dell’autunno se ne tornano tutti dentro le loro case! Speriamo che nel frattempo escano delle storie...meno annacquate.

 

 


Commento Finale


5 storie hanno preso una sola ⭐️ (1/5)!! 
Perchè non tentare con una sola storia?
Secondo me è molto grave che ci sono cinque storie mediocri e una decente. Ovviamente questo è solo il mio parere e non vale praticamente niente però mi sono sorpresa dell'abbondanza di trame banali. Sarebbe bello provare per una volta magari a fare una grande storia divisa in capitoli come gli episodi di una serie, un metodo a cui tutti sono abituati. Non capisco poi perché quando c'è una storia divisa a metà la prima parte all'inizio e l'ultima alla fine? Che senso avrebbe?

Continuo a non apprezzare la vignetta iniziale, un umorismo che stona con il resto del giornale.
Continua la guida della città di Topolinia, mi piacciono molto tutte le case viste in sezione davvero ottima come cosa.

C'è un lungo articolo sui videogiochi… Va bene..... poi c'è un fotoreportage… a parte i delfini ammaestrati si può anche ammettere anche se c'è sempre quel protagonismo di fondo che non capisco, i giornalisti non pubblicano la propria foto ma i propri pensieri.

Ecco di nuovo la pagina del calcio, i lettori devono fare anche il pronostico e scrivere mi raccomando il gol più bello della giornata e poi scrivere quanti ne indovinano con i pronostici e ci sono anche due foto di due sconosciuti calciatori di cui non ce ne frega niente. Non ce ne frega niente. ma perché, continuo a chiedermi ogni settimana, perché ci deve essere il calcio su Topolino?

Ovviamente c'è anche l'oroscopo che c'informa che l'ariete ha molte ore liete… solo che sabato ha il pollice in giù quindi quelli dell'ariete devono stare attenti: Sabato le ore liete saranno trascorse a testa all'ingiù. I pesci hanno le finanze al top, forse hanno fatto una rapina in bianca.

Quando uno spera che ci si salvi ecco che arriva Sgrunt. Ultima pagina, non c'è scampo. Un altro ragazzino sembra dallo psicologo che racconta le fatiche della sua vita per sopportare gli altri. Questa rubrica mi preoccupa seriamente, non ho mai visto una cosa tanto orribile e in perfetto stile facebook, lamentele e selfie a profusione.

 

 

 

 


Hermio: Direttore del progetto
Bella: Direttore artistico
Miao: Riassunti   
Nicole: Commenti 
Lisbeth: Disegni e foto

#manga/Topolino

Topolino Project 🐭 3274

 

 

Topo 🐭 3274

 

 

Io e Minnie

 

Topolino non trova più Minni, è andata da sola a Micetown.
La va a cercare e quando la trova questa gli dice che è arrabbiata perché si era scordata del suo compleanno ma poi lo perdona perché l’ha seguita fino a lì.

❌ (0/5)
Una trama ridicola che viene presentata in una storia in stile documentario, Topolino che ci racconta come tiene Minni sempre da parte nella sua vita però poi dice che senza di lei non saprebbe stare. Falso, sono tutte cose che gli umani si ripetono come per mettersi a posto la coscienza. Topolino si fa i suoi cavoli comodamente e anche Minni e dopo tutto poi si dicono quanto ci amiamo senza di te non posso stare ma alla fine lo sanno benissimo entrambi che non è vero.
Cominciamo davvero male questo numero, Minni è sempre più odiosa con quel rossetto non si guarda da quanto è brutta, una storia così ve la potevate benissimo risparmiare.

 

 

 

Zio Paperone e il mitico M.I.T.O.


Dato che i cittadini hanno molte cose vecchie da buttare via, zio Paperone fa costruire dai suoi scienziati il:
Monetizzatore
Istantaneo 
Totalità 
Oggetti

È un marchingegno gigante che compra le cose usate dei cittadini che Paperone rivende con cospicui guadagni. È dotato di:
Blocco
Elettronico
Automatico
Che definisce il numero massimo di oggetti di un certo tipo che vengono accettati per mantenerne alto il valore.

Paperone si deve assentare e lascia a Paperino il compito di controllare il meccanismo. Paperino vede passare lungo i tubi che compongono il marchingegno un disco raro e caro che volevano i suoi nipotini, chi lo vende è disposto a darne un centinaio ma la macchina ne vuole solo uno ovviamente per mantenerne alto il valore. Paperino non capisce il concetto e disattiva il blocco per accettarli tutti abbassando e così il valore e facendo perdere un sacco di soldi a Paperone che poi è anche costretto a smantellare tutto il marchingegno per via dell’enorme ingombro che creava in città.
⭐️ (1/5)

Che noia questa storia! Fatemi indovinare, la trama l’ha scritta una che studia economia, sì ha fatto il capitolo su come far girare i soldi ovvero vendendo quello che si ha dentro casa in modo da guadagnare soldi e avere più spazio cosicché con più soldi e più spazio si può comprare di più e quindi la Città stessa si rianima. Siete proprio messi male, ma come vi viene in mente di fare una storia del genere che noia! Avete scoperto l’acqua calda, eBay vi dice niente?
Basta poi con questo Papernet! Fa ridere nel senso che è ridicolo come la trama di questa storia!!!!

 

 


Paperino, Paperoga... una giornata in salita

 

Paperino e Paperoga stanno salendo un sentiero di montagna, senza un motivo particolare. Paperino è stanco e vuole tornare indietro allora decidono di fermarsi per riposarsi un attimo. Paperoga si siede sui sassi che però Paperino trova scomodi allora cerca un posto migliore per riposarsi e si appoggia ad un orso che lo rincorre così da farlo andare di corsa sulla via del ritorno.

⭐️ (1/5)
Spero che sia uno scherzo o forse una storia scritta per mancanza di personale che abbia voglia di inventarsi una trama decente. A questo punto fate solo dei disegni che forse è meglio. Sono d’accordo con le storie brevi che adoro ma questa non ha il minimo senso!

 

 


Pico, Gastone e la laurea per errore

 

Pico riceve una laurea ad honoris in Valmologia. Dovrà tenere un discorso di ringraziamento il problema è che non sa di cosa si tratti.
Non arriva l’invito per posta e va su tutte le furie, si dirige all’università per scoprire che era un test, la laurea era in Calmologoa e volevano vedere come si comportava. Pico sta per perderla ma Gastone con la sua fortuna si accorge che la presenza di un refuso rende la comunicazione non valida e Pico potrà sostenere di nuovo la prova.

⭐️⭐️ (2/5)
Boh, non mi convince. Gastone non serve a niente nella storia e se ne sta lì solo per trovare l’inghippo finale. Papernet non lo posso più sentire, orribile, ma ve la volete finire? Ma che fissa avete? Via i social e INTERnet dalle storie di Topolino.

 

 

Trudy e il colpo alla rovescia

 

Il collezionista Oswald Stolengoods telefona a Gambadilegno, lo avverte che avrebbe rubato un prezioso artefatto presente al museo per aggiungerlo alla sua collezione. Il problema è che Gambadilegno lo ha già rubato sostituendolo con una copia. Sicuro che Oswald l’avrebbe scoperto Trudy decide di andare a sostituirla dato che Pietro ha una gamba rotta. Trudy va a rimettere al suo posto l’originale per riprendersi la copia e si introduce nel museo ma quella notte anche Oswald è lì dentro, sta andando a rubarla. Oswald cerca di incastrarla ma Trudy lo mette ko e se la svigna facendo in modo che la polizia lo arresto.

⭐️ (1/5)
Oswald Stolengoods sembra un mix Gambadilegno-Topolino, bruttino.
La storia sembrava divertente ma le eccessive smancerie tra Gambadilegno e Trudy (che neanche mi piace più di tanto) me l’hanno resa così noiosa da renderla patetica. Certo tutti accoppiati! Peccato, era un’idea simpatica. Bocciata.

 

 

Zio Paperone e l’esplorazione interstellare 

 

Paperone fa parte del club degli esploratori ma non esce mai all’avventura. Rockerduck lo sfida a svelare il Mistero degli Ananasazi, un popolo antico scomparso che viveva in Colorado. Paperone parte con il nipotame per indagare e Rockerduck lo segue per sabotarlo in vari modi anche se poi lo indirizza proprio a quella caverna in cui c’è un portale alieno: millenni fa gli alieni erano venuti in contatto con quel popolo e si erano loro presentati.
I paperi tornano nella loro dimensione e nel loro pianeta e Paperone è soddisfatto, nonostante tutto ha vinto la sfida, mistero risolto.

⭐️ (1/5)
Noiosa, parte bene ma poi si intreccia troppo. Tutto perfetto finché i paperi non giungono alla grotta dopo di che la trama precipita. Gli alieni proprio no, o come minimo non così scontati. 
Disegni carini ma non bastano con un trama tanto sciatta, tutto da rifare da pagina 141.
Che noia anche questi cellulari poi, cercate di immaginavi la stessa scena nella grotta illuminata non con la luce dei cellulari ma con quella di torce elettriche, sarebbe stato molto più suggestivo da vedere. Se noi utilizziamo i cellulari c’è bisogno che li usano anche i paperi?


 

 

Commento finale

 

C'è la necessità prendere subito in considerazione la copertina: 
Minni che bacia Topolino, no
La foto di Ronaldo, Chiunque esso sia, proprio no! Non me ne frega assolutamente niente

Dato che lo mettete anche in copertina allora volete che ne parlo subito. Ma come vi viene in mente di mettere la foto di un calciatore ovvero di una persona che guadagna miliardi sulla copertina di un giornale per ragazzini? Ragazzini e adulti e chiunque altro però essendoci anche la possibilità molto alta che lo leggono dei ragazzini perché dobbiamo insegnargli che questa gente è così importante che va addirittura a finire sulla copertina di Topolino? Ma chi diavolo sono? Chi se ne frega di Ronaldo! Dobbiamo fargli anche noi una colletta? Spero che questa cosa non succeda mai più, Solo perché ho fatto l'abbonamento altrimenti non lo avrei comprato. Veramente vergogna, con questo dio calcio non se ne può più.

La vignetta iniziale è sempre del genere problemi di coppia con una Minni piuttosto spaventosa, ha un rossetto atroce. 

Continua la guida alla città di Topolinia e questo è davvero un tocco di classe, prosegue molto bene.

Un servizio di un laboratorio di recitazione… forse ha significato per chi l'ha fatto ma per tutti gli altri poco.

Un'altra volta la foto di Ronaldo e quella di un altro con tutta la sfilza delle partite, non capisco perché secondo voi uno dovrebbe scrivere su Topolino i risultati delle partite! Poi la cosa davvero più allucinante è Il riquadro in cui i lettori di Topolino devono scrivere: il gol più bello di giornata è quello di… State male, ma quante partite deve guardare uno? Non è che magari gli potete dire: invece di guardare il calcio che è fatto di persone che girano intorno ad una palla e guadagnano miliardi per giochi che poi magari sono anche truccati perchè magari invece non ti inventi un fumetto? Ecco poi che ci sono addirittura altre  due pagine con quella stessa foto di Ronaldo! Tre volte!! State sbagliando rotta come il Titanic.

Sgrunt, questa volta superato solo dal calcio, detiene il secondo posto per la bruttezza! Un altro ragazzino che si fa fotografare dei genitori in una posa che dovrebbe essere arrabbiata in cui si lamenta di alcune cose patetiche. Ma la colpa non è la sua…

 

 

Hermio: Direttore del progetto
Bella: Direttore artistico
Miao: Riassunti   
Nicole: Commenti 
Lisbeth: Disegni e foto

 

domenica 2 settembre 2018

Review: Harry Potter and the Cursed Child - Parts One and Two

Harry Potter and the Cursed Child - Parts One and Two Harry Potter and the Cursed Child - Parts One and Two by John Tiffany
My rating: 1 of 5 stars

no, ragazzi la figlia di Voldemort proprio no, ma che cazzo dite??


“aliena”/

# Harry Potter e la Maledizione dell'Erede, Commento
Harry Potter and the Cursed Child
Parts One and Two
(Harry Potter #8)
by John Tiffany (Adaptation), Jack Thorne, J.K. Rowling

⭐️ (1/5)



-⭐️ troppo marketing alla base
-⭐️ no agli scrittori genitori
-⭐️ continuo riciclaggio di vecchi contenuti
-⭐️ trama troppo blanda
+⭐️ Albus nei Serpeverde


Intro


Penso che il problema di fondo si effettivamente che se qualcuno fa dei figli è meglio che non scrive delle storie altrimenti non fa altro che riempirle di gente che fa figli e che è felice solo per questo e magari ci sarà anche una piccola difficoltà da risolvere ma poi sono tutti di nuovo felici. Davvero sbalorditivo, ma non in senso positivo, sono rimasta davvero scioccata da questo libro/copione che mi chiedo se mai ci andrò, andrò mai a vederlo a teatro? Per ora proprio no anche perché se me lo mettono solo a Londra e poi a Broadway e poi pensano di farlo in Australia e poi forse in Germania a questo punto fatelo sulla Luna così ci vado di sicuro anzi no, fatelo su Marte.

### Amen al dio mercato (-1 ⭐️)

L’ultimo film era uscito nel 2011 e poi dopo cinque anni di attesa ecco lo spettacolo teatrale, nel 2016. Innanzitutto hanno fatto passare dei bei cinque anni per far fermentare le attese perché, diciamoci la verità, ci volevano cinque anni per creare una cosa del genere? No. Poi hanno deciso che questo spettacolo sarebbe stato solo a Londra in uno stile tipicamente inglese secondo il quale gli spettacoli e soprattutto i Musical si stabilizzano in un determinato teatro per anni e anni. Quindi una volta allestito tutto lo spettacolo con i vari effetti speciali e qualsiasi altra cosa serva è fatta, non ci sono altri costi se non quelli di farlo andare avanti, di accendere le luci eccetera eccetera. Ovviamente ci sono i costi per gli attori ma credo che il costo complessivo dello spettacolo paragonato al costo di fare un film pieno di effetti speciali come la saga di Harry Potter richiede è senz’altro minore. E i guadagni? Facciamo un rapido conto. Innanzitutto lo spettacolo è formato da quattro parti divise in due atti e i due atti fanno parte di due spettacoli diversi cosicché bisogna andare al teatro due volte. E già qui abbiamo raddoppiato perché i biglietti da prendere sono due. Quindi ogni persona ci va due volte. Gli spettacoli vengono fatti continuamente tutte le settimane, quattro volte a settimana, quindi 8 spettacoli totali a settimana. Il costo va da un minimo di 15x2 sterline a un massimo di 75x2 sterline. Sono andata sul sito per informarmi, la prossima prenotazione disponibile è per aprile 2019 quindi esattamente fra otto mesi. Potrei prenotare io uno spettacolo da vedere tra otto mesi? Tutto ciò inoltre ci informa che sta andando tutto a gonfie vele da ben due anni. Da questa primavera il film è stato portato a Broadway poi ho letto andrà a Melbourne nel 2019 e poi in Germania nel 2020. Io non sono un economista però dal mio punto di vista sembra che tutti questi programmi siano proiettati ad avere il maggior incasso possibile fregandosene completamente dei fan. Gente che sta leggendo Harry Potter dal 1997 che non può neanche vedersi lo spettacolo perché lo fanno in posti raggiungibili, non tutti possono andare a Londra di punti in bianco e tantomeno a Broadway, anche peggio. Va bene che lo spettacolo non è caro (30 sterline il più economico) ma il viaggio? L’albergo? Poi cosa faccio sto lì e non mangio? Hanno pensato al guadagno di tutti tranne che alla felicità dei fan. Poi si sa come vanno questi musical londinesi, i video dello spettacolo sono assolutamente inesistenti, mi riferisco a tutto materiale ufficiale, se facevano vedere un paio di scene chi moriva? Non c’è neanche la possibilità di comprarlo in DVD neanche lontanamente una scena su YouTube. Per carità! Hanno creato una specie di setta segreta a cui solo i più abbienti riescono ad accedere.
Per questo tolgo una stella perché non è possibile monetizzare così tanto.
Se anche ve lo dovessi concedere, va bene fatevi il teatro così organizzato segretamente ma a noi? A noi che non veniamo ci date il copione? Non avete neanche la forza di ingaggiare uno scrittore che lo renda un libro? Quanto mai vi sarebbe costato uno scrittore? Certo leggere il copione è meglio di niente (mah) ma emozioni zero perché comunque il copione è studiato per gli attori, sono loro che sul teatro devono far passare tutte quelle emozioni che di solito uno scrittore dovrebbe saper veicolare attraverso le parole che compongono un libro. No, per risparmiare ulteriormente, a tutti noi poveri mortali danno il copione, copia e incolla e è pronto. Un copione distribuito con il solo intento di invogliarli chi lo legge ad andare al teatro perché altrimenti un libro magari ti poteva far dire: io la storia la so mi è piaciuta, non mi è piaciuta, non fa niente, sono apposto. Invece no, ecco il copione che come libro non ha il minimo senso se non hai visto l’opera e rimane lì secco e in più ci lascia un grande interrogativo: come sarà la storia recitata? Ed ecco che il loro obiettivo è stato raggiunto, se lo leggi lo vuoi vedere, fino a qui non ci piove. Però il copione fa schifo, mi rifiuto anche di considerarlo l’ottavo libro di Harry Potter perché non è un libro in più non l’ha scritto la stessa scrittrice. Certo, neanche Lucas si è occupato dei film che ha fatto la Disney però se ne è lavato le mani e ha detto tieni, continua tu che io mi sono rotto. Qui non si capisce perché la scrittrice sta lì con il suo nome sulla copertina, con tutti i suoi diritti e arriva un altro che prende le sue idee le piazza in un copione e non ci mette niente di nuovo e fa uno spettacolo. Troppo mercato, sono d’accordissimo che bisogna guadagnare sulle proprie creazioni ma non possiamo rendere la fantasia e le cose amate dal pubblico un mero prodotto, a un certo punto anche i fan vanno ringraziati e non solo scrivendo tweet.


### Scrittori Annebbiati (-1 ⭐️)
Come ho detto nell’introduzione, se uno scrittore comincia a fare figli è meglio che lascia perdere a scrivere, può contaminare tutto quello che ha creato. Infatti chi si è occupato di questo copione ci dà anche la conferma che è un genitore nella dedica. Guardate che cosa è venuto fuori, un’opera teatrale basata sul rapporto padre figlio. Se volete fare queste banalità patetiche le potete fare ma non mi venite a contaminare Harry Potter. Gli scrittori che sono improvvisamente presi dall’amore fantomatico per la famiglia (che magari poi dimenticano) non riescono a distaccare la propria vita privata da quella dei personaggi che manipolano, che poi in questo caso sono personaggi che neanche sono stati creati da chi si è occupato del copione. Quindi lo scrittore autore di questa fanart (si, dai, è una fanart) appena diventato padre ha riempito la storia di padri e figli, tutto ruota intorno a questo rapporto. Incredibile, incredibile. Succede, posso capire che pensate che sia la cosa più bella del mondo perché è la società che ve lo vuole far credere ma qui stiamo parlando di un mondo fantastico in cui sono successe tantissime cose. In questa saga le cose andavano in un certo modo, con un certo ritmo anche se poi il ritmo è cambiato nel corso dei libri ma adesso che mi viene fuori una telenovela genitoriale .... ma dov’è la magia?
Era già una catastrofe come era stato concluso il settimo libro, con quelle ignobili pagine che descrivevano cosa succedeva 19 anni dopo la fine della battaglia e ovviamente per rimanere concreti e coerenti questo spettacolo doveva cominciare da lì. Quindi già cominciamo male. Però poteva andare in un altro modo, hai voluto i nuovi personaggi? Hai voluto creare i figli dei protagonisti? Adesso gioca con loro caro scrittore! E invece no riprendiamo i protagonisti vecchi e cerchiamo di farli interagire con questi nuovi. Che noia, che noia infinita, è una banalità che fa paura. Harry non riesce ad andare d’accordo con il figlio. Che dramma, che emozioni. Draco neanche! Poi ci sono solo Scorpius e Albus perché tutti gli altri non è che dicono tante battute.
Delphi. No, il figlio di Voldemort proprio no è ridicolo in modo pazzesco. Ma come ti viene in mente? E poi è andato a chiamarla Delfina? Cioè almeno chiamatela Squalo, no il fantomatico figlio di Voldemort si chiama Delfina! State male. Avete dei problemi. Ho capito che tu scrittore sei un padre, Harry e tutti gli altri pure erano diventati genitori ma adesso anche Voldemort? Voi non ci state con la testa, i cattivi non vanno rovinati, voi non sapete cosa vuol dire diventare cattivo e poi comunque ragioniamo un attimo su cosa vuol dire tutto quello che è stato presentato. Voldemort e Bella hanno fatto un figlio. Cioè hanno chiamato la cicogna magica? No perché se le cose stanno così allora tutta la saga prende un altro tono, cosa succede a villa Malfoy? Addirittura ho letto che si dice che la scrittrice non abbia fatto andare Bella sulla torre ad uccidere Silente proprio perché era incinta. Cerchiamo di non arrampicarci troppo sugli specchi, che alla fine si rompono. L’unica scappatoia è che le prove effettivamente non ci sono, potrebbe essere tutta una montatura e io riesco ad accettare questo libro solo in virtù di questo fatto. Semmai dovessero esserci delle prove che Delfina (tanto si chiama così) è la figlia di Voldemort io vi dico addio. Che poi la figlia si fa mettere in prigione? L’unica cosa che sa fare è volare e dire parole a caso nella lingua dei serpenti? Cilecca, cilecca, avete fatto un disastro. Prendete per esempio Darth Vader, anche lui è un padre ma li ha fatti prima, prima di convertirsi quando credeva nell’amore, era innamorato. Qui mi dispiace ma bisogna che le storie le scrive qualcun altro.


### Riciclaggio (-1 ⭐️)

Cosa c’è di nuovo? Niente. L’inizio è quello della fine del settimo e poi per paura di andare avanti cosa si fa? Si va indietro, ecco i viaggi nel tempo, andiamo a rivisitare i momenti salienti di tutta la storia di Harry Potter e basiamo tutta la storia nuova su storie vecchie, niente di nuovo, niente inventato, andiamo indietro. Neanche il modo per andare indietro nel tempo è nuovo perché ci aveva già pensato le scrittrice, la GiraTempo. Sembra proprio che l’unica cosa che è stata inventata, ovvero Delfina, e la più brutta, e mi chiedo se vi inventavate una storia di punto in bianco cosa diavolo veniva fuori? Allora come idea di base “cerchiamo di salvare Cedric” non è brutta però, dov’è la fantasia? Hai la possibilità di usare questi personaggi fantastici ma non sai che diavolo fargli fare.
Poi cosa che non era presente nel negli altri libri l’assurdità della morale: o è tutto bianco o è tutto nero. All’inizio le cose erano perfette, c’era solo Harry che litiga con il figlio ma tutto andava bene, Hermione era il ministro della magia, Ron aveva il suo negozio, Ginny la gazzetta, tutto era perfetto. C’è quel piccolo cambiamento e tutto diventa una catastrofe, Voldemort comanda, Harry è morto, tutto è nero, la scuola è un casino addirittura torna la Umbridge! Non esistono più le vie di mezzo che invece negli altri libri erano sempre presentate. I maghi non erano mai immacolati. Per esempio i maghi accettavano che un drago veniva lasciato in fondo alla banca incatenato per controllare i loro tesori, la madre di Draco al seguito di Voldemort ha dato una mano ad Harry (dichiarandolo morto). Invece qui tutto è perfetto, cambiamo una cosa, tutto è orribile. Addirittura sei andato a tirare fuori di nuovo Piton! Per quanto sarebbe stato bello vederlo a teatro così non mi piace, immane forzatura. Ma non era forse meglio che facevate la versione teatrale della saga e basta?


### Perché non diventerà un film (-1 ⭐️)
Perché lavorare ancora su un progetto che sta già rendendo in modo ottimale? È questo il primo motivo, forse il principale. L’altro motivo per cui non diventerà mai un film (secondo me ovviamente) è perché non ci sono i contenuti. Teatralmente va bene perché ci sono i dialoghi e quindi è quello che ci si aspetta sopra un palco dove la scenografia è piuttosto statica e ci si muove in modo relativo ma in un film non si può parlare continuamente, ci deve essere anche dell’azione, del movimento e una trama un po’ più complessa, una base un po’ più potente, qui non c’è niente. Abbiamo solo questi viaggi nel tempo avanti e indietro, avanti e indietro e basta. Non avendolo visto posso solo presumere che lo spettacolo sia molto godibile, che lo renda godibile anche il fatto che ci siano scene vecchie, dato che non si è creato niente di nuovo.
Si sa che i fan amano la saga e lo spettacolo è stato rimpinzato di scene già viste nei film e già lette nei libri. Ma si poteva fare un film con scene di altri film? No. L’unica possibilità di vedere questo show è che comincia a girare come video ufficiale. Speriamo che non aspettano vent’anni anche perché se no non è detto che la saga di Harry Potter continui ad essere famosa solo in virtù di libri scritti quarant’anni prima.
La trama è troppo superficiale, passano tre anni in 30 pagine, si vuole saltare direttamente al momento in cui ci saranno attori più grandi sul palco. Ma che cosa è successo in tutti quegli altri anni? Cosa hanno fatto Scorpius e Albus? Che poi la flebile trama è troppo concentrata solo su loro due tutti, tutti gli altri sono solo accessori. Non è mai successo prima, i personaggi di contorno di Harry erano spesso più importanti di lui ed erano caratterizzati al massimo. Abbiamo sempre seguito Harry anno per anno invece adesso questo salto ci fa solo pensare che questo sia l’ultimo spettacolo. Forse è meglio?


### Perché una stella ⭐️ sola?

Una stella è difficile non darla ad Harry. Zero lo do solo ai casi più disperati e comunque qui un certo impegno c’è stato anche se del tutto sbagliato poi ho sempre amato questa saga e zero stelle non le avrei mai messe qui. L’insufficienza è gravissima però non l’ho bocciato. Albus e Scorpius mi stanno simpatici e forse una stella la do solo per loro perché comunque ti fanno vedere cosa vuol dire vivere nell’ombra di personaggi famosi. Gli altri fratelli sono praticamente assenti e a questo punto mi chiedo anche perché li avete creati? Va bene ....stavo dicendo perché non lo boccio quindi solo cose positive: apprezzo lo spiraglio lasciato sul fatto che non è detto che sia Voldemort il padre. Adoro Albus tra i Serpeverde, eccezionale, questo secondo me è un tocco da maestro, lo ammetto, forse solo per questo un’intera stella, alla faccia di Harry! Anche Hermione ministro della magia mi è piaciuta come idea ed è per questo che penso davvero che il suo ruolo da mamma sia comunque troppo in contrasto con la sua essenza, non ha senso, rifletteteci un attimo, forzatura ottusa.
La fine rimane piuttosto aperta e se ne possono fare altri 1000 di episodi però tornare indietro ormai è fatta spero davvero che questa Delfina esca di prigione e scopra che in realtà non è neanche la figlia di Bella, magari è la figlia della governate dei Malfoy che ha rubato del veleno lasciato da Nagini sul tavolo di quella cena e l’ha messo nel biberon di questa Delfina. La governante conosceva il popolo del lago di Hogwarts e un tritone è stato il suo amante mentre era a scuola, Tassorosso. Aveva completato gli studi proprio in quel periodo ed era stata subito assunta alla villa dove si era accorta di aspettare una figlia…
Cosa diceva Mary Poppins? “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù e tutto brillerà di più”.....



“aliena”/



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Don't Worry

Don’t worry 

(Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot)


⭐️⭐️⭐️ (3/5)

 

 

Cast    

 

* Joaquin Phoenix as John Callahan
* Jonah Hill as Donnie Green, sponsor 
* Rooney Mara as Annu, terapista e poi amante 
* Jack Black as Dexter, amico che causa l’incidente 

* Carrie Brownstein as Suzanne, lavora ai servizi sociali
* Tony Greenhand as Tim, amico e assistente a domicilio 
* Olivia Hamilton as Lily, infermiera

 

Altri “maialini” di Donnie:
* Mark Webber as Mike
* Udo Kier as Hans
* Kim Gordon as Corky
* Beth Ditto as Reba

 


Riassunto

 

John è nato nel 1951, sua madre un’irlandese non lo voleva e lo ha abbandonato all’orfanotrofio dove è stato adottato da una famiglia che aveva già altri figli. Ha vissuto a The Dallas in Oregon e poi si è trasferito in California.

John ha una grave dipendenza dall’alcol e negli anni 70 quando ha circa vent’anni non riesce proprio a stare sobrio. Una sera ad una festa incontra un nuovo amico, Dexter che gli propone di andare ad una festa anche più divertente. I due prendono la macchina ma sono talmente ubriachi che Dexter alla guida si addormenta e hanno il fatidico incidente.
Dexter non subisce danni mentre John diventa tetraplegico, potrà muovere solo parzialmente le braccia.
I primi giorni all’ospedale sono traumatici e John incontra una terapista svedese, Annu.

Uscito dall’ospedale con la sua nuova sedia a rotelle automatica, John cerca di ricostruirsi una vita senza successo, riprende subito a bere. Vive con Tim, un ragazzo che lo aiuta a svolgere tutte quelle piccole cose che ormai per John sono impossibili.
Ben presto John si rende conto che l’alcolismo lo sta portando alla rovina più estrema e quindi si iscrive ad un corso per alcolisti anonimi dove incontra Donnie, un risoluto sponsor gay, ricco e sicuro di sé. John gli chiede se può entrare a far parte dei suoi protetti speciali, che Donnie chiama maialini. Donnie lo accoglie e così John prende parte ad incontri molto più ristretti che risultano anche più efficaci. John riesce ad esternare il suo problema di base ovvero il fatto che la madre l’abbia abbandonato. John prova a cercarla ma riesce ad ottenere solo il nome, l’ufficio preposto non può dirgli altro perché la madre ha fatto in modo che non venisse rintracciata. 

Il tempo passa e John, ristabilito, incontra di nuovo Annu, diventata un hostess. Tra i due si riaccende quell’intesa che c’era subito stata la prima volta che si erano visti e iniziano la loro relazione. Nel frattempo John va avanti con i punti fondamentali del percorso dettato dal suo sponsor. 
John trova la sua strada, cosa gli piacerebbe fare per riscattarsi ovvero fare vignette: comincia a disegnare cose divertenti, satiriche e umoristiche che prendono spunto da quello che vede in giro. Alcuni giornali lo pubblicano così che nasce la sua fama.
Come John rinasce così Donnie muore, lo sponsor sta morendo di aids ma riesce a fargli completare uno dei punti fondamentali del percorso che permetterà a John di andare oltre: perdonare e fare ammenda.
John rincontra tutte le persone del suo passato a cui ha fatto un torto e riesce a ritrovare una certa pace interiore. John va anche dal povero Dexter a cui la vita non è andata altrettanto bene, non è ancora riuscito a disintossicarsi ne a redimersi. John gli dice che lo perdona, nella sua vita tutto va bene.
Il film si conclude con una cerimonia in cui l’ormai famoso John parla ad un pubblico fatto di amici e sconosciuti che amano le sue vignette.

 

 

Commento

 

Un film tratto da una storia vera, non starò qui certo a commentare la trama ma tutto quello che mi ha trasmesso analizzando i grandi argomenti trattati, concatenati l’uno all’altro:

  • L’abbandono 

  • L’alcolismo

  • La disabilità

  • Il riscatto

 

 

L’abbandono 

 

John appena nato è stato abbandonato dalla madre e per questo ha sofferto tutta la vita. Non si può criticare gli alcolisti, l’alcol non è un vizio che si prende nei momenti di gioia, l’alcol permette alle menti tristi e disagiate di estraniarsi dal dolore. John non è mai riuscito a superare il fatto che la madre non lo abbia voluto e per questo è diventato un alcolista.
Essendo un alcolista ha avuto quell’incidente, non guidava lui ma se non fosse stato altrettanto ubriaco non sarebbe mai salito in una macchina guidata da un ubriaco. Così ha avuto l’incidente che lo ha menomato.
Forse per l’incidente o forse ce l’avrebbe fatta anche sano, nessuno può saperlo, però è riuscito con la sua forza a vincere la tristezza, a tirarsene fuori, innanzitutto smettendo di bere e poi a diventando qualcuno, trovando la sua via. Nonostante tutto è riuscito a vivere molto meglio di quanto aveva tutti gli arti funzionanti.
Quindi sembra proprio che l’abbandono della madre sia stato il punto cruciale e io mi chiedo sempre (i miei pensieri sono andati lì, e così si sono sviluppati, è solo la mia opinione, non ve la prendete): le donne che non vogliono il figlio che hanno in grembo fanno davvero bene a buttarlo via in orfanotrofio? Ovviamente uno potrebbe dire: certo perché buttarlo via quando è un embrione? A me questa cosa di buttare via un infante invece che un embrione sembra tanto un modo per mettersi a posto la coscienza. 
Io penso solo che una donna dovrebbe essere in grado di assumersi la responsabilità delle sue scelte, ormai lo sanno tutti come si fanno i figli non siamo più nel medioevo e quindi se rischi devi essere pronta ad affrontare le conseguenze e se ti trovi nelle conseguenze bisogna che le affronti, ma affrontarle non significa scaricarle ad altri.
Come pensare che un figlio non vada a cercare la madre?
Ecco perché questa fa in modo che lui non la possa contattare. Secondo me questo punto è fondamentale. Non sono certo qui per parlare di aborto ma mi sto chiedendo se la vita di un ragazzino fino a vent’anni sia stata giusta così, abbandonato. La madre evidentemente non aveva idea di cosa si prova ad essere abbandonati. 
Se John non avesse avuto un incidente sarebbe andato avanti con il suo alcolismo… Ma non mi va di fare il gioco dei se. Parlo in generale, le donne sanno benissimo quello di cui sono capaci e quindi devono assumersi tutte le responsabilità, e ogni conseguenza che dovranno affrontare va accettata e non scavalcata.

 

 

L’alcolismo


Chi beve sul serio lo fa per raggiungere quello stato di grazia durante il quale smette di sentirsi una merda. Nel caso di John, durante le sbronze non si sente più abbandonato. Certe volte chi critica gli alcolizzati non si rende conto che queste persone stanno solo cercando una via per trovare un po’ di pace temporanea. Certo ci sono anche quelli che bevono tanto per bere ma l’alcol è come una droga. Rimango sempre un po’ affascinata sia in positivo che in negativo dagli alcolisti anonimi, non riesco a capire se siano efficaci o meno però il solo sentire qualcuno che ti dice “bravo” per aver compiuto anche un piccolo passo verso la sobrietà penso che sia fondamentale. Non tutti sono stati capaci come John di dire basta ed è qui che entra in gioco anche il fato, quelli che ti stanno intorno. Puoi andare anche agli incontri degli alcolisti anonimi ma se quando torni a casa sei completamente solo e devi combattere anche contro la solitudine le cose non si mettono per niente bene. John è stato fortunato ad incontrare la persona giusta, Annu, colei che ha saputo vedere oltre la sua menomazione. Anche qui non tutti ci riescono. L’alcolismo è un po’ come un virus che attacca con successo chi è triste e solo e quindi quando disprezzate chi beve pensateci, non sempre la strada giusta è la più semplice.

 

 

La disabilità


In questo film la disabilità viene presentata in modo crudo e in tutte le sue parti anche quelle più imbarazzanti, come la capacità di relazionarsi agli altri in tutti modi. La vita di John è radicalmente cambiata, non può fare più niente da solo neanche prendere una bottiglia di alcolici dallo scaffale. Uno cerca di immedesimarsi ma è impossibile capire fino in fondo. Basti pensare al fatto che quando ci si rompe un braccio le cose cambiano radicalmente e le più semplici cose si complicano inesorabilmente, i disagi spuntano come funghi. Non poter neanche più camminare ed usare parzialmente le braccia è devastante. 
John ci dimostra la sua forza, non solo uscendo dall’alcolismo ma anche accettandosi per quello che è diventato, cosa non poi scontata. Il suo andare in giro per la città in modo troppo disinvolto mette in luce tutte le cosiddette barriere architettoniche: tutto il mondo è fatto a misura dell’uomo che sta bene, che cammina bene, che pensa bene, che è pulito e in ordine. Forse saranno proprio tutte queste ingiustizie, questi contrasti con la realtà dei fatti che scateneranno la penna di John. 
John osserva, il suo punto di vista è cambiato, punto di vista mentale ma anche proprio visivo. John si rapporta agli altri con disinvoltura, fa vedere a tutti quello che disegna e cerca consensi ma anche disapprovazioni, ama la sincerità della gente che dice che quello che disegna è orribile.

 

 

Il riscatto


Nel momento in cui John trova la sua strada ovvero fare queste vignette le cose cambiano ulteriormente. Non vuole vuole piacere agli altri, farsi accettare, ma vuole dire quello che pensa, ha trovato la sua via. Anche se i suoi disegni non sono perfetti in quanto le sue mani non sono normali lui ne è soddisfatto. Questo è il suo riscatto: dimostrare che può fare qualcosa di buono, che ha qualcosa da dire, che ha qualcuno, che ha un’aspirazione. 
John ha sempre avuto quel carattere umoristico ma non ha mai pensato a far vignette e nel momento in cui comincia non riesce più a smettere e si sente sollevato. Quando John va da Dexter non ha niente da rimproverargli, per assurdo sembra quasi che quell’incidente lo abbia salvato, ora è sobrio e ha trovato la sua strada, sta bene. Dexter stenta a crederci in quanto si sente colpevole e la sua vita non è altrettanto bella, anche se non me non ha mai smesso di camminare ma non ha neanche smesso di bere.

 


Un film crudo e vero, che lascia il segno perché ci fa pensare, non sempre tutto va bene, non sempre ci sono le famiglie felici e non sempre la mente umana si comporta in modo logico ma non per questo non c’è spesso una via. Bisogna saper trovare anche le persone che ci possono aiutare perché come ci dimostra John è praticamente impossibile fare tutto da soli non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello mentale. Fondamentale poi è trovare la propria aspirazione perché grazie a quella anche più dell’aiuto degli altri si riesce a sopravvivere. L’aspirazione, quello che ci piace fare e ci appaga, il poter fare qualcosa con cui esprimersi ed è questo il vero dio di John quello spirituale che non riusciva trovare quando Donnie glielo diceva, hai bisogno di qualcosa di più grande a cui aggrapparti.


 

sabato 1 settembre 2018

Resta con me (Adrift)

Cast


* Shailene Woodley as Tami Oldham
* Sam Claflin as Richard Sharp
* Jeffrey Thomas as Peter
* Elizabeth Hawthorne as Christine

 

 

Plot

 

Tahiti, 1983

Tami è lontana da casa, dopo il liceo ha lasciato San Diego con l’intenzione di star via sono alcuni mesi con una sua amica ma poi dopo sei anni ancora non è tornata. Ha vissuto con i nonni paterni, sua madre che l’ha avuta a 15 anni non si è potuta occupare di lei e suo padre non era benvisto dai genitori.

Tami arriva al porto di Tahiti e alla dogana quando le chiedono quanto sarebbe rimasta lei risponde che non lo sa, vuole solo trovare un lavoro che le permetta di guadagnare qualcosa per partire per la prossima tappa.
Tami lavora al porto, insieme ad un’altra ragazza si occupa delle barche, le sistemano e le ormeggiano.
Un giorno mentre lavorano arriva Richard con la sua barca. C’è subito un’intesa speciale tra Tami e Richard.  Tami la mattina dopo gli porta del ghiaccio per gestire i pesci che questo ha pescato e gli dice di essere vegetariana ma lui la invita lo stesso a cena e sembra tutto così naturale tanto che Tami accetta.
Iniziano la loro relazione, passano i mesi, vanno in giro con la barca per le isole e poi per le città affollate e disordinate. Richard è sorpreso da quanto Tammy sia spericolata mentre lei è affascinata dall’estrema dolcezza di lui.
Durante una delle loro passeggiate per la città Richard incontra due vecchi amici, due anziani signori, Peter e Christine. Questi devono lasciare urgentemente la città e ritornare subito a San Diego prendendo un aereo in quanto il padre di Christine non si sente bene. Il problema è che anche loro sono dei navigatori e la loro barca deve essere riportata a San Diego. Offrono a Richard una profumata ricompensa e un biglietto aereo di ritorno se porterà la loro barca attraverso il Pacifico fino a San Diego. Richard chiede subito se può portare con sé anche Tami e quindi se sarebbero disposti ad offrire due biglietti aerei di ritorno. Tami è un po’ perplessa perché non le va di tornare a casa ma quando Richard le dice che per stare con lei è disposto a rinunciare a quel lavoro allora accetta, lo accompagnerà.

Così inizia il viaggio verso San Diego, la barca di Richard viene lasciata a Tahiti e partono con quella di Peter e Christine. La barca è piuttosto lussuosa e riescono a godersi svariati giorni di navigazione in cui si conoscono talmente bene che Richard chiedi a Tami di sposarla.

Sta arrivando un uragano ma i due non riescono ad evitarlo, ci si trovano ben presto nel mezzo e le onde sono alte come palazzi e di una di queste rovescia la barca. Richard fa entrare sotto coperta Tami mentre lui cerca di gestire le vele. Quando la barca si capovolge Richard sbatte contro l’albero maestro e tramortito va sul fondo.

Sono passati cinque mesi da quando Tami e Richard si sono conosciuti e a questo punto inizia il film: Tami si risveglia nella barca semidistrutta piena d’acqua e di Richard non c’è neanche l’ombra.
Tami pensa che Richard abbia preso la scialuppa di salvataggio e comincia darsi da fare: sistema la barca e improvvisa anche una vela che le permette di muoversi anche se a basse velocità.
Ben presto Tami individua la scialuppa di salvataggio a cui c’è aggrappato Richard. È gravemente ferito ma lei lo cura e lo distende a prua. Richard non può assolutamente muoversi quindi sarà Tami a dover far tutto: continuare a sistemare la barca, raccogliere tutte le provviste che sono rimaste e soprattutto cercare di capire dove si trovano. Grazie a un rudimentale strumento di navigazione e ai suoi calcoli riesce a capire quanto sono distanti dalla loro meta e invece di proseguire per San Diego e quindi l’America decide di puntare verso le Hawaii.

Passano i giorni, le condizioni di Richard peggiorano ma lei non si dà mai per vinta, condividono il poco cibo e si fanno coraggio. Tami non riesce a pescare, il suo credo vegetariano le impedisce di uccidere qualsiasi pesce. Una notte passa anche una nave ma nella nebbia non li vede. 

Cominciano a venir meno le speranze eppure Tami continua a lottare, si prende cura di Richard e della nave.
Con il passare del tempo scopriamo la temibile verità: Richard non si è mai salvato e Tami se è solo immaginato, un po’ forse per le allucinazioni e un po’ forse per la sua necessità di non essere sola. Quindi tutte le scene con Richard erano in verità con lui solo nella sua testa. Per tutto quel tempo era stata da sola. Tami non l’aveva mai trovato in quanto Richard era inesorabilmente affondato durante l’uragano.
Dopo più di 40 giorni Tami raggiunge la terra, sono le Hawaii e una nave la soccorre.
Tempo dopo prende un aereo e torna a Tahiti, risale sulla nave di Richard che ormai è sua.

Ci sono delle scritte che ci informano che la trama del film è stata tratta da una storia vera, la vera Tami ha continuato a viaggiare per il mare così come ci ha fatto capire il regista concludendo il film con il suo ritorno al punto di partenza.

 

 

Commento

 

Un film il cui trailer non da false aspettative, c’è tutto quello che ci si aspetta, ma non è una nota negativa.
Ammetto che la prima volta che ho visto il trailer ho detto “No, non è proprio un film che fa per me”. Tuttavia guardando il trailer più e più volte ho cambiato idea, ho intravisto qualcosa che mi ha convinto ad andare a vedere questo film e sono contenta di averlo fatto.
Ho trovato delle analogie con due film che mi sono altrettanto piaciuti e che comunque sono sempre piuttosto particolari, cominciamo con queste.

Come Passengers 
Il cast è ristretto e focalizzato sulla coppia, qui l’abilità nello scegliere le persone giuste perché se dobbiamo vedere sempre e solo per circa due ore le stesse due persone queste vanno scelte in modo che siano innanzitutto affiatate e quindi credibili nella coppia che stanno raccontando e poi anche capaci di esprimere da soli tutto quello che la storia ha in serbo per lo spettatore. Anche su Passengers i due erano naufraghi e la storia è andata forse bene ma non benissimo. 

Come Vita di Pi 
Il naufragio di un vegetariano che si ritrova a dover uccidere dei pesci per sopravvivere. Sembra magari una sciocchezza per chi non ha un certo feeling con gli animali ma chi si rifiuta di mangiarli avrà sempre un problema a dover uccidere un animale anche se per sfamarsi. Mi è piaciuta molto questa cosa in quanto non credo che sia un problema da poco, la capacità di uccidere per sopravvivere. Quando tutti pensano che gli animali siano inferiori è facile dire “uccido quel pesce e me lo mangio” ma chi è vegetariano considera gli animali importanti tanto quanto gli umani e quindi ritrovarsi con la necessità di uccidere un animale non sarà mai semplice. Succedeva anche su vita di Pi, il dover comportarsi in modo completamente diverso da quello che vorremmo e quindi andare contro nostra etica solo per sopravvivere.

Ma siamo qui per parlare di Adrift.
Adrift, alla deriva - il vero titolo. Vediamo quanto sia molto più azzeccato questo titolo rispetto a quello italiano. Resta con me. Ovviamente come titolo è stupendo ma da forse un’idea diversa del film, ti fa pensare che scegliere il titolo è come scegliere l’amo giusto per la preda che si vuole far abboccare. Sapendo che gli italiani amano questo genere di storie si è puntato più sul romanticismo e quindi con un titolo “resta con me” ecco un’idea certo di un viaggio in barca piuttosto problematico ma non di un film alla deriva. Alla fine il film è uguale per tutti sia per gli italiani che per gli americani però le aspettative sono diverse. Fa pensare.

Alla fine il film ci informa che è stato tratto da una storia vera ma sinceramente non m’importa. Attenzione, non voglio dire che non mi importa di quello che ha vissuto la vera Tami ma voglio solo dire che film sarebbe stato valido per me anche se fosse stato completamente inventato in quanto il messaggio mi sarebbe arrivato ugualmente.

Il messaggio
Ad un certo punto Tami dice, parlando con il suo fantomatico Richard: se non ti avessi incontrato non sarei stata in questa situazione ma baratterei tutti ricordi della nostra esperienza con la mia salvezza ovvero tutto quello che abbiamo provato vale così tanto che lo rifarei anche sapendo di giungere a questo punto.
Richard avrebbe potuto dire lo stesso? Secondo me no perché comunque salvarsi o meno fa una bella differenza e finché sei in vita è difficile dire “va bene così come è andata”. Cinismo? Penso solo di evitare quel falso buonismo che ricopre le affermazioni di molti.
Una storia d’amore sì ma anche una storia sul fato. Tami è fuggita di casa e sono sei anni che è lontana da San Diego ed è proprio grazie a questo suo pellegrinaggio senza meta che ha conosciuto il suo grande amore ma proprio a causa di questo loro fare, di voler viaggiare dopo essersi trovati si perderanno inesorabilmente. Anche qui c’è da pensare, il fato? Cos’altro?

Non mi sorprende il fatto che Tami abbia continuato a navigare dopo l’incidente, se una cosa ce l’hai veramente dentro abbandonarla è impossibile.
Ma non voglio parlare di questo in quanto stiamo passando alla realtà ed io mi voglio attenere esclusivamente ai fatti cinematografici.

Tami è un bel personaggio, certe volte è proprio vero che alcuni non si trovano bene nel posto in cui nascono ma forse è solo colpa di quelli che si ritrovano intorno. Tami è costretta a viaggiare ma non penso che si tratti di voler vedere il mondo, più che altro sembra la necessità di cercare un posto soddisfacente in cui stare e con un posto intendo un posto corredato di una persona.

Dal punto di vista tecnico ho trovato lei estremamente brava, convincente e capace di rendere la storia vera. Fare una naufraga non è certo uguale a recitare una parte qualunque per la strada, bisogna essere in grado di sporcarsi, di essere triste e di sembrare tristi davvero. L’ho trovata veramente perfetta. Il film adotta la tecnica di cominciare presentandoci il centro della trama, cominciamo con il naufragio, niente scritte, niente titolo, Tami si risveglia sulla barca semidistrutta. Poi arrivano i flashback che poco alla volta si ricongiungono con il corso della storia. Estremamente un tocco d’arte il momento in cui scopriamo che Tami si era inventata Richard e non penso che si tratti di allucinazioni date dal mare ma di una capacità del cervello che ha di autosalvarsi, nel momento in cui sa che tu hai bisogno di qualcuno te lo crea.
È stata sicuramente una scelta che lo ha reso un po’ più speciale certo se si fosse salvato anche Richard la storia cambiava ma forse non ne avrebbero fatto un film. Con Richard vivo cambiava il sentimento finale, non tristezza ma gioia perché ci siamo salvati tutte e due. Ma forse il pubblico vuole questo finale con Tami e la tristezza per aver perso il suo amore che però è mista alla gioia per essere ancora viva. Un finale più vero, l’amo “...E vissero tutti felici e contenti“ non è più molto efficace.

Quando ho visto che il film era ambientato negli anni 80 ho tratto un sospiro di sollievo, niente tecnologie ne applicazioni, niente social network, niente di tutta questa frenesia tecnologica che purtroppo troppo spesso rende i film ambientati al giorno d’oggi piuttosto patetici.

Guardando bene l’inizio del film vediamo effettivamente Richard andare a fondo però nessuno se ne preoccupa a tal punto da mettere in dubbio la presenza di lui sulla nave. Solo dopo che il flashback arriva al punto dell’uragano e lo vediamo di nuovo affondare con il suo impermeabile giallo capiamo prima che Tami ce lo riveli, prima che ci dica che per tutto il tempo è stata con un’illusione.

Un film crudo ma anche vero, sembrava vero, sentimenti veri, semplici ma crudi e intensi. Un film che, se ci facciamo coinvolgere, è capace un po’ di alterarci perché le storie più vere non possono lasciare imperturbato chi le guarda e chi le ascolta veramente.
Un film da rivedere.